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GEOFINANZA/ Campiglio: passata la festa, l’Europa rischia un autogol

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In linea di principio sì, ma in passato abbiamo avuto troppe partenze false alle spalle, incluse le ultime operazioni di rifinanziamento della Bce, che sembrava dovessero dare un respiro più lungo di quello che hanno dato in realtà. Invece, purtroppo, è durato lo spazio di due mesi. Per il momento l’esperienza è stata che provvedimenti che avevano anche un sia pur minimo aspetto che poteva non essere gradito agli investitori esteri, si sono conclusi inevitabilmente con un insuccesso.

 

Da che cosa dipenderà il fatto che ciò avvenga anche in questo caso?

 

Bisognerà lavorare bene per costruire il funzionamento di questo meccanismo e soprattutto per dare all’Esm una dignità e una struttura che per ora sono ancora molto evanescenti. Serve quindi cautela negli ottimismi, per non essere delusi un’altra volta. Cerchiamo di fare un passo dietro l’altro con grande attenzione, in modo che le prospettive di riduzione dei tassi possano diventare un risultato stabile.

 

In un’intervista uscita su Repubblica, Romano Prodi ha dichiarato: “Neppure la Germania ce la può fare da sola”. Che cosa ne pensa di questa posizione?

 

Sono d’accordo sul fatto che la Germania non possa reggere tutto il peso da sola, nonostante il suo status robusto. C’è tutto uno sfondo politico che, secondo la riflessione di Romano Prodi, va articolato perché dal punto di vista industriale la Germania in questa fase sta guardando molto più a Est che a Sud dell’Europa. Ritengo quindi che la riflessione dell’ex presidente del Consiglio sia corretta, ma non corrisponde a una fase di scivolamento degli interessi economici della Germania verso Oriente.

 

(Pietro Vernizzi)



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