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FINANZA/ La Bce lascia il tasso di interesse all’1%

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BCE - TASSI INVARIATI ALL'1% Restano invariati i tassi di interesse della Banca centrale europea. Una decisione in fondo attesa, anche se negli ultimi giorni si erano rincorse le voci che volevano Mario Draghi pronto a un taglio di un quarto di punto o di mezzo punto per cercare di agevolare la circolazione di liquidità nel sistema europeo. Era stato in particolare il Fondo monetario, già diversi giorni fa, a presentare questa richiesta all’Eurotower; invece, il tasso di riferimento resta fisso all’1%. Non è escluso che il taglio possa essere stato solo rimandato alla prossima riunione del vertice della Bce. Del resto questo per l’Europa è un mese cruciale in cui si terranno le elezioni in Grecia, il cui risultato potrebbe portare Atene a non onorare gli impegni richiesti per ottenere i finanziamenti della troika (Bce-Ue-Fmi) e ad aprire la strada alla sua uscita dall’euro: un’ipotesi che appare ormai sempre meno improbabile; a fine mese, poi, ci sarà un vertice europeo che dovrà fare il punto sulla crisi, che sta diventando sempre più pesante tenuto conto anche delle difficoltà che stanno emergendo in Spagna, alle prese con un sistema bancario scricchiolante e a quanto pare non in grado di finanziarsi sul mercato.

Le istituzioni europee a quanto pare sono ancora al lavoro per studiare iniziative che possano permettere alla Spagna di affrontare i suoi problemi e di mettere al sicuro l’intero sistema bancario europeo, che subirebbe grandi ripercussioni se la situazione di Madrid dovesse precipitare. Si parla sempre di un’unione bancaria, ma le modalità con cui arrivarci sono ancora oggetto di discussione e il vertice di fine mese potrebbe essere il momento giusto per prendere delle decisioni che potrebbero essere più o meno drastiche a seconda della gravità della situazione. Anche la Banca centrale europea potrebbe avere un ruolo importante: attraverso una nuova asta Ltro magari con prestiti di durata annuale (e non triennale come nelle precedenti occasioni) oppure con interventi più mirati e specifici di acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario (che l’Eurotower ha detto di non aver più compiuto nelle ultime settimane).


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