BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEOFINANZA/ Italia, così puoi mettere la Germania "nell’angolino"

Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto) Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)

Con una Unione a pezzi, una crisi senza via d’uscita, una divaricazione crescente tra nord e sud, l’Europa non è una risorsa, è un problema. Di qui la priorità assoluta: salvare il salvabile senza indulgere in purismi teorici fuori luogo, ed essere pronti ad affrontare le nuove tensioni geopolitiche. Gli americani vorrebbero che la Bce stampasse moneta, acquistasse i titoli degli stati e delle banche in difficoltà, mentre i governi alimentano il meccanismo di stabilità che dovrebbe partire ai primi di luglio. Ciò potrebbe invertire le aspettative dei mercati e dare almeno sei mesi di tempo (probabilmente molto di più) consentendo di consumare la tragedia greca e capire se in Germania matura una scelta che vada oltre la parrocchia.

Intanto saranno passate le elezioni americane. Se vince, Obama rilancerà la sua pressione affinché l’Europa diventi sempre più un soggetto attivo e unificato. Se prevale Romney, che pure non è un isolazionista, è molto probabile che gli Usa agiscano in modo più drastico, recuperando la piena autonomia del dollaro (sia verso l’euro, sia verso lo yuan) e alzando la posta militare a sostegno di Israele e contro l’Iran. A quel punto, la Germania resta tagliata fuori e l’Italia diventa una gigantesca portaerei.

Tutto questo è nello sfondo, ma entrerà chiaramente nel G20 del 17 e 18 a Guadalajara, in Messico. Dovrebbe entrare anche nel vertice europeo di fine mese. Se la crisi non viene affrontata finalmente con un respiro politico non solo eurocentrico, non se ne esce. L’Italia potrebbe (e dovrebbe) svolgere un ruolo importante in tal senso, perché coinvolta su due fronti, come abbiamo detto. Forse Monti, oltre alla politica estera economica dovrebbe far ricorso alla politica estera tout court. Farnesina, se ci sei batti un colpo a palazzo Chigi.

© Riproduzione Riservata.