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FINANZA/ 1. Cooley (NY University): Obama ha ragione, così l’Ue affonderà i mercati

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Non ritengo che la politica monetaria della Bce da questo punto di vista possa essere criticata, anche perché la sua capacità di condizionare l’economia è diminuita in modo molto netto. Tutto ciò che sta facendo la Bce è cercare di proteggere il sistema bancario, ed è questo il motivo per cui ha sostenuto l’unificazione delle regole e dei meccanismi di supporto per gli istituti di credito. Ritengo quindi che abbia fatto la cosa più importante, e che le decisioni sul tasso di interesse non siano altrettanto importanti.

 

Che cosa dovrebbe fare l’Ue per trovare una soluzione alla crisi finanziaria?

 

Due cose. La prima è individuare un modo per affrontare i problemi del sistema bancario come se fosse un’unica realtà, rendendo omogenee le regole e le forme di tutela. Ritengo in particolare che ci sia bisogno di un fondo centrale per salvare le banche in difficoltà, con una soluzione che valga per tutta l’Europa. Da un punto di vista politico è un obiettivo molto difficile, ma lo ritengo essenziale per una stabilità di lungo termine.

 

Quali altre soluzioni propone?

 

I leader europei devono accettare l’esistenza di una mutualità di interessi e risolvere di conseguenza i problemi fiscali. Non è sufficiente che ciascun paese affronti autonomamente i suoi problemi fiscali: occorre una loro centralizzazione, e questo potrebbe comportare il fatto di avere un’autorità fiscale Ue. L’Europa deve abbandonare l’idea di essere un insieme di sistemi separati, ciascuno dei quali possa funzionare autonomamente.

 

Occorre quindi la creazione di un’unione bancaria europea?

 

La ritengo un’ottima idea, essenziale per la stabilità futura. Se si vogliono avere banche e flussi finanziari che superino i confini nazionali, è proprio a un’istituzione di questo tipo che occorre pensare.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
07/06/2012 - una domanda ancora al prof cooley (antonio petrina)

Scusi prof. Cooley, ma se il programma di Obama 2009-11, a dir dell'economista Pelanda (vedi il Foglio del 22 febbario 2012), si basa principalmente sulle ideee del premio nobel Krugman di stampar moneta per aiutar la crescita, crede ottimisticamente che sia una soluzione anche per l'Europa questa idea (di immettere nel mercato moneta fresca non in deficit spending), visti gli esiti del programma economico del presidente USA ,non solo per aiutare la crescita delle banche (invero già ampiamente aiutate dalla BCE),ma per aiutare a riprendere la crescita delle imprese e delle famiglie?