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FINANZA/ L'intervento di Giuseppe Guzzetti al Congresso dell'Acri

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Giuseppe Guzzetti - Infophoto  Giuseppe Guzzetti - Infophoto

E solo Iddio sa quanto ce ne sia bisogno in questo momento, in cui dall’impegno di ognuno, delle organizzazioni della società civile, in alleanza con lo Stato, come non mai dipende il contrasto a un’illegalità che sempre più lede non solo la vita economica dei territori, ma incide sull’esistenza stessa dei nostri giovani, compromettendone il futuro, quando non la vita stessa.

La Fondazione con il Sud – e voglio qui cogliere l’occasione per riconoscere che il merito va certamente anche a Savino Pezzotta, che ha avviato questa esperienza, e ora a Carlo Borgomeo, attuale presidente, che la conduce con passione e lungimiranza – è un’iniziativa in cui tutte le nostre Fondazioni credono moltissimo. Dotata di un patrimonio iniziale di circa 315 milioni di euro, al quale le Fondazioni aderenti hanno aggiunto negli anni oltre 149 milioni di euro da destinare alle erogazioni, nel suo primo quinquennio di attività ha erogato complessivamente più di 75 milioni di euro, mentre per altrettante risorse sono state avviate le procedure di assegnazione. Queste risorse sono servite per attivare iniziative volte a combattere la dispersione scolastica, contrastare la “fuga di cervelli” dal Mezzogiorno, favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati extracomunitari, nonché creare le prime fondazioni di comunità del Mezzogiorno.

Un altro progetto, importantissimo, e al quale tengo molto, è quello dell’housing sociale, che sta finalmente diventando una cosa concreta su scala nazionale. Grazie alla sperimentazione positiva di singole Fondazioni in questo campo, quattro anni fa l’Acri ha potuto offrire al Governo la proposta di un piano nazionale di edilizia sociale, che realizzerà 20.000 alloggi da dare in locazione a canoni ridotti del 40-50% a giovani coppie, studenti, lavoratori con redditi bassi, immigrati regolari, famiglie monogenitoriali, anziani. Ovvero a quelle categorie sociali che non rientrano nei parametri per l’assegnazione di case popolari, ma che non sono nemmeno in grado di accedere a un’abitazione a prezzi di mercato.



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