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FINANZA/ L'intervento di Giuseppe Guzzetti al Congresso dell'Acri

Pubblicazione:giovedì 7 giugno 2012

Giuseppe Guzzetti - Infophoto Giuseppe Guzzetti - Infophoto

Era l’ultima tappa del “Grand Tour” la Sicilia: chiudeva il viaggio che i giovani aristocratici europei compivano attraverso il continente per perfezionare la propria educazione umanistica. Le culture greca, latina, araba e normanna in questa terra festeggiata dal sole si sono incontrate, sovrapponendosi e contaminandosi. Non hanno, però, lasciato solo vestigia del passato e una grande ricchezza di opere d’arte e di pensiero, ma anche un “habitus” alla convivenza che si offre come concreta possibilità perché si sviluppi un vero dialogo tra l’Europa e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dal quale né l’Italia né la Ue possono prescindere per il proprio rilancio politico ed economico. E poi la Sicilia è anche il luogo dove, insieme alla Toscana, si è parlato l’italiano per la prima volta e dove, nel maggio del 1860, è cominciata la marcia per l’unificazione del Paese. Ed è ancora qui che martiri dei nostri giorni, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche tanti – purtroppo tantissimi – altri, hanno dato testimonianze fra le più alte e dolorose dei valori di civiltà e di fedeltà alla legge e alle istituzioni, memento stabile per chi vuol difendere la democrazia anche là dove l’illegalità tenta di renderla fragile. É dunque a Palermo, capoluogo eroico di questa Sicilia, che l’Acri ha deciso di celebrare il proprio Congresso del centenario.

Ringrazio i Relatori che interverranno dopo la mia relazione d’apertura: il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti, il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella, il Direttore Generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, che già in altri Congressi ci ha onorato con la Sua presenza testimoniando sempre una grande attenzione alle nostre Associate, Casse di Risparmio e Fondazioni. Ringrazio il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze professor Mario Monti, che con il suo intervento da Roma chiuderà i lavori di questa mattina, dando un contributo imprescindibile allo svolgimento di questo Congresso. Al presidente Monti dico, in modo chiaro, che a Lui va la nostra solidarietà e l’augurio del più pieno successo, tra le mille difficoltà che incontra, per quanto sta facendo a favore del nostro Paese. Fra gli obiettivi che in questi pochi mesi ha conseguito voglio sottolinearne uno, sopra tutti, di cui ha grandissimo merito: la credibilità internazionale che con Lui l’Italia ha riacquistato.

 


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