BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ L'intervento di Giuseppe Guzzetti al Congresso dell'Acri

Giuseppe Guzzetti - Infophoto Giuseppe Guzzetti - Infophoto

Saggiamente la riforma “Ciampi”, e in modo ancora più esplicito la sentenza n. 301/2003 della Corte Costituzionale, ha previsto che la componente “pubblica” non debba avere la maggioranza nell’organo di indirizzo delle Fondazioni; anzi, la componente pubblica deve essere minoritaria, spesso largamente minoritaria, in particolare nelle Fondazioni associative. Sono certo, inoltre, che la corretta applicazione della Carta delle Fondazioni renderà ancor più concreta questa separazione rispetto alla politica.

In merito agli altri investimenti delle Fondazioni, essi sono la maggioranza. Si tratta prevalentemente di attività finanziarie gestite in proprio o tramite terzi, mentre gli investimenti in attività immobiliari, come ho già detto sono assolutamente marginali. C’è poi una piccola parte dell’attivo, circa l’1 e mezzo per cento, investito in società strumentali e altri impieghi funzionali alla realizzazione della missione delle Fondazioni: una scelta che si sta affermando sempre più come filosofia di gestione degli investimenti. Si spazia da partecipazioni in società per lo sviluppo dei territori, inclusa la Cassa Depositi e Prestiti, a quelle dirette e indirette in autostrade, aeroporti ed altre infrastrutture locali, municipalizzate e fondi etici.

Ho parlato molto, spero non troppo. Non ho detto tutto ciò che avrei voluto. Voglio, però assicurare al Presidente del Consiglio e al Paese che il sistema delle Fondazioni e le Casse di Risparmio continueranno a fare la loro parte per la crescita dell’Italia, avendo di mira solo l’interesse di questo nostro Paese in difficoltà. E questa non è un’affermazione retorica. Essa trova conferma in tante cose fatte, come la già citata Fondazione con il Sud e il piano per l’housing sociale. Per il futuro lavoreremo a una proposta operativa per realizzare un autentico e più ampio welfare comunitario: ovvero pubblico e privato insieme, per non lasciare senza risposte – rassegnandoci alla riduzione di risorse pubbliche – quei bisogni che è necessario soddisfare per mantenere la coesione sociale nelle nostre comunità: l’attenzione agli anziani, ai disabili, agli immigrati, ai giovani in difficoltà, alle situazioni di infanzia negata e di povertà. A questi bisogni il welfare di comunità dovrà rispondere, per evitare che la disgregazione sociale si sommi alla crisi economica e a tassi di disoccupazione giovanile non accettabili per un paese democratico. Questo è l’impegno prioritario che in modo solenne assumiamo in questo Congresso per l’immediato futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione Riservata.