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Economia e Finanza

FINANZA/ L'intervento di Giuseppe Guzzetti al Congresso dell'Acri

Giuseppe Guzzetti - InfophotoGiuseppe Guzzetti - Infophoto

A 15 anni dalla loro nascita le nostre Fondazioni erano già state destinatarie di oltre trenta provvedimenti legislativi, più gli atti amministrativi come decreti ministeriali, atti di indirizzo e circolari… Erano stati esperiti tutti i gradi della giustizia italiana, da quella costituzionale a quella amministrativa, civile e tributaria, ma anche la giustizia europea si era occupata di loro. La Commissione Europea, a seguito della denunzia di un parlamentare italiano, si era dovuta pronunciare sulle Fondazioni di origine bancaria e aveva affermato che sono enti privati, non profit, con finalità sociali e, quindi, ad esse, non sono applicabili le norme sulla concorrenza. Relatore fu l’allora Commissario europeo professor Mario Monti e devo dire che, conoscendo il suo rigore e la sua integrità, quel pronunciamento ebbe per tutti noi un grandissimo valore.  Fu poi la volta della Corte di Giustizia del Lussemburgo che, chiamata da un giudice della Corte di Cassazione di Roma ad annullare la decisione della Commissione, ne confermò invece la fondatezza, ribadendo in una sentenza del gennaio 2006 la natura privata e non profit delle nostre Fondazioni.

Insomma, la più alta magistratura italiana, la Corte Costituzionale, e la più alta magistratura europea, la Corte di Giustizia del Lussemburgo, hanno messo la parola definitiva sulla natura privata e senza scopo di lucro delle Fondazioni di origine bancaria.

Non è senza legittima soddisfazione che possiamo affermare che, in tutte queste vicende, legislative, giudiziarie, amministrative europee, i nostri buoni diritti sono sempre stati riconosciuti e tutelati. Questi risultati, è certo, sono dovuti al fatto che si trattava di “buoni diritti” e non di una litigiosità pervicace delle Fondazioni; ma, soprattutto, sono dovuti alla compattezza delle Fondazioni e all’azione dell’Acri, che si è guadagnata sul campo il proprio prestigio per la serietà e la trasparenza dei propri  comportamenti.

Il Congresso di Bolzano fu anche quello in cui si espresse l’auspicio di arrivare alla definizione di uno statuto europeo per le Fondazioni. Da allora molto tempo è passato, ma nel febbraio scorso - grazie soprattutto alla costante attenzione al tema da parte dell’Efc-European Foundation Centre, a cui aderiscono 36 Fondazioni italiane di origine bancaria, e di Dafne-Donors and Foundations Networks in Europe, che è l’associazione delle organizzazioni nazionali delle fondazioni, a cui l’Acri aderisce - la Commissione Europea ha finalmente avanzato una proposta articolata volta a istituire un’unica forma giuridica in ambito comunitario, la Fondazione Europea, che sarebbe sostanzialmente identica in tutti gli stati membri e coesisterebbe con le fondazioni nazionali. Essa potrà essere costituita ex novo, tramite conversione di una fondazione nazionale oppure attraverso la fusione di fondazioni nazionali, acquisendo personalità giuridica al momento della sua registrazione in uno stato membro dell’Unione.