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FINANZA/ L'intervento di Giuseppe Guzzetti al Congresso dell'Acri

Giuseppe Guzzetti - Infophoto Giuseppe Guzzetti - Infophoto

Solo per citare qualche esempio, in Francia la legge finanziaria per il 2005 per le fondazioni con finalità di utilità sociale ha in pratica detassato qualsiasi tipologia reddituale, ossia i redditi da investimenti, da dividendi, da immobili e da terreni, i redditi da attività senza fini di lucro e le attività economiche nei settori rilevanti. Inoltre, le attività commerciali eventualmente esercitate dalle fondazioni scontano la normale tassazione prevista per le imprese solo nel caso in cui vengano perseguiti fini di lucro, altrimenti anche i redditi derivanti da tali attività sono esentati. Anche in Germania vige una fiscalità particolarmente vantaggiosa in quanto i redditi da investimento, se utilizzati per fini sociali, sono esentati; è inoltre consentito l’accantonamento al patrimonio fino a un terzo del reddito da investimento e, nel caso in cui l’attività istituzionale non sia concorrenziale con le imprese a fini di lucro, anche questa è completamente esentata.

In Italia, invece, negli ultimi due mesi si è scatenato un fuoco di fila sulle nostre Fondazioni sul tema dell’Imu, utilizzato a mio parere in maniera pretestuosa per rimettere in discussione l’identità delle nostre Fondazioni, non tenendo in alcun conto né il pronunciamento della Corte Costituzionale del 2003, né il virtuoso esercizio dell’attività filantropica che da anni le nostre Fondazioni svolgono e che mi piacerebbe davvero i media approfondissero un po’ di più, soprattutto quelli che raggiungono il grande pubblico e possono illustrarla bene, con testimonianze dal vivo dei beneficiari.

Ebbene, al riguardo devo dire innanzitutto che non è vero che le Fondazioni di origine bancaria non paghino l’Imu. La pagano su tutti gli immobili, così come pagavano l’Ici, con l’eccezione di quegli edifici destinati esclusivamente a finalità sociali e culturali, in conformità alle disposizioni legislative, alla stregua di tutte le altre fondazioni non di origine bancaria, delle associazioni e degli altri soggetti privati non profit. Non vi è stata pertanto nessuna modifica operata dall’attuale Governo rispetto al precedente regime fiscale relativo all’Ici; è vero, invece, che questo dibattito intorno all’Imu è stato utilizzato per alimentare l’infondata e ingiustificata polemica che l’attuale Governo sia a favore delle banche. Infatti, gli emendamenti, non accolti, che richiedevano di introdurre l’Imu anche sugli immobili destinati a finalità non commerciali per le sole Fondazioni di origine bancaria sono discriminatori rispetto a un’unica tipologia di soggetti tra quelli non commerciali e, dunque, incostituzionali, per non dire persecutori.