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FINANZA/ 1. Deaglio: stampare moneta? Gli Usa lo fanno e stanno peggio di noi...

Pubblicazione:venerdì 8 giugno 2012

Ben Bernanke (Infophoto) Ben Bernanke (Infophoto)

Non è così semplice, c’è qualcosa di più strutturale sotto. Bisognerebbe che i tedeschi si accorgessero che non possono continuare a essere un’isola di crescita in un continente che non cresce. Forse allora potrà cominciare un’azione comune sulla crescita. Che potrebbe diverse forme.

 

Quali?

 

Preso atto del no agli eurobond, possiamo lo stesso usare i project bond, che sono un “surrogato”, ma in parte possono servire allo scopo del rilancio. Possiamo anche stabilire che nel Fiscal compact ci siano delle eccezioni a certi tipi di spesa (come avviene già nel Trattato di Maastricht per quelle relative alle calamità naturali) nel conteggio del deficit pubblico di riferimento (pur rimanendo nel computo del deficit pubblico contabile). Oppure decidere che alcuni investimenti o incentivi agli investimenti devono essere contabilmente trattati diversamente dagli altri. Insomma, si tratta di trovare degli “addolcimenti” pratici della norma generale nel momento in cui gli si dà attuazione. Non credo che qualcuno voglia mettere in dubbio la norma stessa: sarebbe abbastanza irresponsabile farlo.

 

La soluzione può essere quindi nei project bond?

 

Si tratta di un coadiuvante a una soluzione che va creata con fatica. Vanno bene, però il loro effetto sull’economia reale si fa vedere dopo un certo tempo. Lo stimolo vero alla crescita arriva nel momento in cui si pagano i materiali, i lavoratori, ma prima bisogna fare le gare, avviare i cantieri, ecc.

 

Negli ultimi giorni è emersa anche l’ipotesi di un’unione bancaria per far fronte alla crisi. Cosa ne pensa?

 

Bisogna vedere in che modo si concretizzerà. Inutile pensare che possa diventare un modo per portare i tedeschi a ripianare i debiti delle altre banche, perché loro non ci starebbero. Se si tradurrà in un’applicazione delle stesse regole a tutte le banche europee, andrà sicuramente bene alla Germania, ma non risolverà la situazione attuale. Può darsi che si trovi una soluzione intermedia, ma al momento non mi è parso di aver visto dei sostanziali passi avanti su questo fronte.

 

Cosa pensa invece delle “attenzioni” che gli Stati Uniti stanno riservando all’Europa in questi ultimi giorni?


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COMMENTI
08/06/2012 - Occorre nell'immediato Unità politica in Europa! (Silvano Rucci)

Cosa bisogna fare allora di fronte alla crisi? Probabilmente il passaggio attraverso una fase di recessione (noi ci siamo già dentro) è inevitabile. Se usassimo soluzioni “facili”, avremmo un’uscita dalla crisi per due o tre anni e magari un successivo nuovo aggravamento dei debiti pubblici. Sarebbe quindi una strada pericolosa da percorrere in un momento come questo. Bisogna mettersi intorno al tavolo e guardare misura per misura, giorno dopo giorno, cosa è possibile fare, e non pensare che sia possibile schiacciare un bottone capace di far stare di colpo bene tutte le economie europee. Commento: A mio avviso siamo giunti al Capolinea! L’attuale crisi economico-finanziaria è globale ed ha coinvolto tutti noi umani. Non è pensabile che possa essere risolta empiricamente ed autonomamente in qualche modo, da ciascuno Stato singolo, oppure da gruppi di associati come l’Europa, gli USA, l’Asia, l’America latina e così via. Siamo tutti nella stessa barca sulla faccia della terra ed un “cambiamento epocale” immediato si profila all’orizzonte del futuro dei popoli. Perderemmo tempo a rimediare ciascuno ai propri piccoli o grandi errori. Alla fine saremmo ancora con all’orizzonte lo stesso problema della convivenza e collaborazione fra i popoli del pianeta. Cosa bisogna fare allora di fronte alla crisi Europea? Il primo passo da compiere è quello della Unità politica in Europa, per decidere insieme la linea comune da seguire nell’immediato futuro!

 
08/06/2012 - investimenti senza indebitamento (antonio petrina)

il prof Deaglio, usa concretezza :intorno ad un tavolo i tecnici devono stabilire quali investimenti siano non indebitamento da finanziare con project bond o come li si voglia chiamare.Quindi rimane confermato ( ma in Usa era questo il programma ), che occorre moneta fresca e debiti prudenti ( einuaidi)(only money matter)per crescere, ma per scopi produttivi ripagabili da imprese private o dallo Stato , come la ricostruzione post terremoto in italia ( come si disse no alle olimpiadi a roma),per la messa in sicurezza degli edifici scolatici,ecc.Occorre che il fondo pro crescita sia per ogni paese dell'UE garantito dal fondo salva stati ,famiglie ed imprese e non solo salva banche (spagna docet ,almeno per quelle cicale del calcio!)