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FINANZA/ 1. Deaglio: stampare moneta? Gli Usa lo fanno e stanno peggio di noi...

Pubblicazione:venerdì 8 giugno 2012

Ben Bernanke (Infophoto) Ben Bernanke (Infophoto)

Secondo me, si tratta di un espediente di breve periodo. La situazione americana è in qualche misura persino più grave della nostra, perché è stata già fatta la “cura” a base di immissione di liquidità, ma non sono arrivati grandi risultati. Sì, si tiene in vita il malato dandogli dell’ossigeno, ma a caro prezzo, visto che si impongono debiti molto elevati alle generazioni future. Inoltre, appena si stacca un po’ l’ossigeno, l’economia perde slancio.

 

Forse è proprio per questa perdita di slancio che si ipotizza una terza operazione di Quantitative easing da parte della Federal Reserve?

 

Sì, anche se si è già visto che le altre due precedenti non hanno risolto i problemi. Quindi qualche dubbio dovrebbe sorgere. Anche per chi vorrebbe operazioni simili fatte dalla Bce. Sarebbe bello che i tedeschi avessero torto nell’opporsi, ma in realtà non ce l’hanno sui fondamentali. Basti pensare che la liquidità data dalla Bce alle banche con le due operazioni Ltro dovrà essere restituita tra tre anni. E che venga davvero fatto non mi sembra per nulla scontato.

 

Cosa bisogna fare allora di fronte alla crisi?

 

Non abbiamo ricette che ci portino fuori dalla crisi in maniera automatica o sufficientemente garantita. Quindi dobbiamo vivere un po’ “alla giornata”, cercando cioè dei rimedi andando avanti. Probabilmente il passaggio attraverso una fase di recessione (noi ci siamo già dentro) è inevitabile. Se usassimo soluzioni “facili”, avremmo un’uscita dalla crisi per due o tre anni e magari un successivo nuovo aggravamento dei debiti pubblici. Sarebbe quindi una strada pericolosa da percorrere in un momento come questo. Bisogna mettersi intorno al tavolo e guardare misura per misura, giorno dopo giorno, cosa è possibile fare, e non pensare che sia possibile schiacciare un bottone capace di far stare di colpo bene tutte le economie europee.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
08/06/2012 - Occorre nell'immediato Unità politica in Europa! (Silvano Rucci)

Cosa bisogna fare allora di fronte alla crisi? Probabilmente il passaggio attraverso una fase di recessione (noi ci siamo già dentro) è inevitabile. Se usassimo soluzioni “facili”, avremmo un’uscita dalla crisi per due o tre anni e magari un successivo nuovo aggravamento dei debiti pubblici. Sarebbe quindi una strada pericolosa da percorrere in un momento come questo. Bisogna mettersi intorno al tavolo e guardare misura per misura, giorno dopo giorno, cosa è possibile fare, e non pensare che sia possibile schiacciare un bottone capace di far stare di colpo bene tutte le economie europee. Commento: A mio avviso siamo giunti al Capolinea! L’attuale crisi economico-finanziaria è globale ed ha coinvolto tutti noi umani. Non è pensabile che possa essere risolta empiricamente ed autonomamente in qualche modo, da ciascuno Stato singolo, oppure da gruppi di associati come l’Europa, gli USA, l’Asia, l’America latina e così via. Siamo tutti nella stessa barca sulla faccia della terra ed un “cambiamento epocale” immediato si profila all’orizzonte del futuro dei popoli. Perderemmo tempo a rimediare ciascuno ai propri piccoli o grandi errori. Alla fine saremmo ancora con all’orizzonte lo stesso problema della convivenza e collaborazione fra i popoli del pianeta. Cosa bisogna fare allora di fronte alla crisi Europea? Il primo passo da compiere è quello della Unità politica in Europa, per decidere insieme la linea comune da seguire nell’immediato futuro!

 
08/06/2012 - investimenti senza indebitamento (antonio petrina)

il prof Deaglio, usa concretezza :intorno ad un tavolo i tecnici devono stabilire quali investimenti siano non indebitamento da finanziare con project bond o come li si voglia chiamare.Quindi rimane confermato ( ma in Usa era questo il programma ), che occorre moneta fresca e debiti prudenti ( einuaidi)(only money matter)per crescere, ma per scopi produttivi ripagabili da imprese private o dallo Stato , come la ricostruzione post terremoto in italia ( come si disse no alle olimpiadi a roma),per la messa in sicurezza degli edifici scolatici,ecc.Occorre che il fondo pro crescita sia per ogni paese dell'UE garantito dal fondo salva stati ,famiglie ed imprese e non solo salva banche (spagna docet ,almeno per quelle cicale del calcio!)