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FINANZA/ 2. Itskhoki (Princeton): la Merkel sbaglia, l’unione politica non serve

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Se ci sarà una politica monetaria ancora più espansiva, in grado di aumentare l’inflazione, questo creerà un maggiore equilibrio tra il Nord e il Sud, perché i salari cresceranno al Nord ma non al Sud. Ciò di cui ha bisogno l’Ue in questo momento è che i salari restino stabili al Sud, soprattutto in Grecia, Spagna e Italia.

 

Per quale motivo allora la Germania è preoccupata?

 

La Germania ha paura che, se l’Europa dovrà affrontare l’inflazione per un certo numero di anni, la banca centrale possa perdere credibilità. Non sarà infatti più credibile che l’inflazione ritorni all’1%. Io ritengo però che un’inflazione elevata, se ben gestita, non porterà la banca centrale a perdere credibilità. Il problema più grande però è che non sappiamo come fare a creare un’inflazione al 5%, tenendola sotto controllo. Se la Bce iniziasse a stampare molto denaro, ciò potrebbe portare a un’inflazione eccessivamente elevata, e questo è un fatto negativo. Sappiamo come tenere l’inflazione molto bassa, ma controllare un’inflazione al 5% non è facile, e questo è il motivo per cui la Germania non la ritiene un’opzione percorribile.

 

La Bce dovrebbe attuare il quantitative easing come la Fed?

 

La Bce sta comprando asset dai Paesi in difficoltà, come Grecia e Italia, e questa è una forma di quantitative easing parallela a quella americana. Il bilancio della Bce è cambiato molto negli ultimi due anni. Prima della crisi del 2008, e soprattutto prima della crisi europea del 2010, la Bce non ha fatto grandi distinzioni tra il debito dei diversi Paesi. Il problema quindi era la sua politica precedente, ciò che sta facendo ora la Bce invece non è sbagliato.

 

La Merkel ha parlato di un’Europa a due velocità, che distingua tra “unione politica” e “unione di bilancio”. Che cosa ne pensa delle sue dichiarazioni?

 

Un’unione monetaria sarebbe difficile da sostenere senza un’unione di bilancio. Per sostenere la moneta unica una parte dei poteri di bilancio deve passare quindi alla Commissione Europea. L’unione di bilancio al contrario può esistere anche senza un’unione politica, che rappresenterebbe un passo ulteriore. E’ sufficiente che gli Stati cedano una parte dei poteri fiscali, per esempio in modo che la Commissione Europea possa decidere una parte delle tasse. L’unione politica coinvolge forze di natura differente, ma non è necessaria per l’Eurozona in quanto ambiente economico e finanziario.

 

(Pietro Vernizzi)

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