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SPENDING REVIEW/ Grilli: un nuovo miracolo economico è possibile

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Il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure ha voluto rispondere alle critiche dell’economista Alesina che, tra l’altro, si trovava in platea, alla spending review all’esame del governo. Si tratterebbe uno dei fiori all’occhiello dei governo Monti. L’ipotesi di rivedere complessivamente la spesa pubblica per capire quale voci tagliare secondo una logica razionale che contrasti quella dei tagli lineare attuati dal precedente governo e che consenta di rendere il risparmio organico e strutturale. Tra rinvii ed entità dell’ammontare previsto dai tagli, in molti hanno iniziato a reputare la revisione della spesa deludente. Tuttavia, Grilli si è detto convinto del fatto che  potrebbe riservare delle sorprese e in positivo. In particolare, il braccio destro di Monti (almeno in quanto ministro dell’Economia) ha detto che è presto per dire se il piano dell’esecutivo sarà effettivamente deludente. Sta di fatto che l’idea è quella di ottenere un risparmio di 4,2 miliardi di euro tra giugno e dicembre del 2012 che dovrebbero diventare 7,2 a partire dall’anno successivo. In particolare, il via libera al piano dovrebbe essere dato entro il 12 giugno. Si dice da tempo che, tuttavia, già per quest’anno, le risorse tagliate potrebbero ammontare a cinque miliardi di euro. Per quanto riguarda, invece, la lotta agli sprechi, dopo quanto fatto da Tremonti con i tagli lineari resta ben poco da fare, ha detto, spezzando una lancia a favore dell’ex ministro dell’Economia. Si tratta, infatti, in questo frangente, non tanto e non solo di contrastare gli sprechi, quando di incidere in maniera strutturale e permanente sul bilancio. «C'è bisogno – ha detto - di una seconda fase in cui va rifatto il perimetro della pubblica amministrazione, un processo delicato e non indolore che chiama in causa anche il settore privato». In tal senso, ha spiegato che l’operazione non potrà fare altro che tagliare servizi ed eliminare alcune tutele. Una volta, quindi, che questo sarà fatto, sarà necessario – ha spiegato – remare tutti quanti nella medesima direzione. «Dobbiamo liberare il sistema da un reticolo di tutele, spesso false, e da vincoli burocratici e amministrativi, creati con le migliori intenzioni ma ora incapaci di ridare dinamicità all'economia: un sistema che, al contrario, riduce le opportunità di emancipazione dell'economia». Se tutto ciò sarà fatto – ha auspicato – un nuovo miracolo economico è possibile.



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