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BANCA D’ITALIA/ Visco: l’emergenza non è finita. Servono riforme strutturali

Come tanti altri, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha dipinto un quadro a tinte fosche dell’attuale situazione italiana. Non siamo, infatti, ancora usciti dalla crisi

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Come tanti altri, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha dipinto un quadro a tinte fosche dell’attuale situazione italiana. Non siamo ancora usciti dalla crisi, ha fatto presente intervenendo al Consiglio Italia-Usa, a Venezia. Per uscirne – ha ammonito – occorrono misure strutturali, adottata in un’ottica strategica finalizzata a rilanciare le potenzialità del nostro sistema economico. Il governatore, poi, ha manifestato il suo appoggio all’aggravio fiscale sin qui realizzato dal governo, affermato che è necessario «preservare e sostenere la responsabilità fiscale» anche se questo, nel breve periodo, comporterà dei sacrifici. In ogni caso, nonostante il quadro sia preoccupante, ci ha tenuto a fare presente che i dati sul nostro Paese non si discostano in maniera particolare rispetto a quelli della media europea. Il deficit, infatti, si aggira attorno al 3 per cento mentre l’enorme debito pubblico, al 120 per cento del Pil, dovrebbe iniziare a calare a partire dal 2013. Resta il fatto che i governi nazionali, da soli non potranno di certo pensare di risollevarsi e invertire la rotta della congiuntura economica sfavorevole. Occorre, infatti, ha aggiunto che l’Europa, si muova nella direzione di un quadro fiscale e finanziario comune e potenzi il «processo di riforme, sia a livello nazionale che a livello sovranazionale, anche perché, senza un'unione politica le vulnerabilità dei vari paesi vengono esagerate e senza appropriati accordi sulla governance, l'unione monetaria e' difficile da sostenere». Per il numero uno di Palazzo Koch, inoltre, esser privi di un’unità politica fa sì che le difficoltà dei singoli Paesi si esasperino. Visco ha continuato precisando che, anche a livello internazionale, la situazione  tutt’altro che rassicurante. Infatti, le condizioni dei mercati finanziari sono decisamente scoraggianti, grava ancora l’incertezza mentre la Greci, che potrebbe trovarsi da un momento all’altro in procinto di uscire dalla divisa comune, si trova, politicamente, in una fase di stallo assoluto. A tutto ciò, va aggiunto il dissesto delle banche spagnole e il fatto che gli spread sovrani hanno ripreso a schizzare verso le stelle.