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FINANZA/ 1. Forte: l’Europa dei cavilli sta perdendo la "guerra delle monete"

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Angela Merkel in questo momento si sta arrabattando, perché deve avere dei grandi problemi interni. La sua posizione appare molto ambigua. Cerca sostanzialmente di scaricare tutto sulla Banca centrale europea, il che non credo che faccia molto piacere al Presidente Mario Draghi. Penso che Draghi alla fine cercherà una soluzione e ritengo che cercherà di far acquistare i titoli greci. Sarà una situazione piuttosto complessa, ma alla fine potrebbero trovare una soluzione.

 

L’impressione è che in questo momento anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, sembra un po’ spiazzato, un po’ “più pallido”, politicamente parlando.

 

Direi proprio di sì. Monti in questo contesto offre un’impressione di pallore politico, non c’è dubbio. Che cosa ha fatto sostanzialmente il nostro premier in questi mesi di governo? Ha cercato soprattutto di rispondere all’Unione europea, di acconsentire soprattutto alle richieste dell’Europa. In questa sua politica di “copertura all’estero” pensava di esercitare poi un arbitraggio a livello internazionale ed europeo. Ora il gioco si fa più difficile. In realtà Monti, oltre al perseguimento del pareggio di bilancio, doveva mettere in atto politiche di crescita, privatizzando, vendendo asset, soprattutto liberalizzando realmente. Invece, anche sul mercato del lavoro è rimasto imbrigliato dai veti della sinistra e non è riuscito a liberalizzare veramente, per rendere più produttiva la nostra economia.

 

Ma per quale ragione non ha operato queste scelte?

 

La mia impressione è che non l’abbia fatto soprattutto per compiacere la sinistra, per mettere una “livrea europea” a questa sinistra italiana. Con i risultati che sta ottenendo, alla fine vedo che lo stanno sganciando persino due grandi giornali come Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, che mi sembri puntino a un recupero del prodismo e di Prodi. Adesso Monti è in una situazione complessa.

 

Forse ha fatto diventare la situazione italiana troppo internazionale.

 

Questa è stata la mossa di Monti, su questo ha puntato il presidente del Consiglio. Io, a questo proposito, suggerirei invece un vecchio concetto: quando la foresta brucia è inutile mettersi tutti insieme a spegnere il fuoco. Forse è più importante segmentare il terreno e difendere dal fuoco il proprio giardino.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
10/06/2012 - foresta brucia (Antonio Servadio)

Sposo il commento del lettore Scifo. Forte afferma che "quando la foresta brucia è inutile mettersi tutti insieme a spegnere il fuoco. Forse è più importante segmentare il terreno e difendere dal fuoco il proprio giardino." Bella metafora, le fiamme sono mobili. La segmentazione funziona solo se proprio tutti, in contemporanea, lottano contro la propria porzione di fuoco. Non funziona se l'approccio è discorde o parziale. Quindi non se ne esce, che si tenti di spegnere il fuoco tutti assieme o assieme a tutti, comunque serve un intervento completo. Inutile far finta che non siamo in Europa.

 
09/06/2012 - la foresta brucia (francesco scifo)

La foresta brucia perchè l'hanno incendiata loro e continuano a buttare benzina sul fuoco. Le tasse incerte che ci stanno propinando gettano il paese nello sconcerto e nella sfiducia generalizzata ed inducono a pensare che non sia affatto conveniente iniziare alcuna attività e che sia meglio liquidare subito partita iva e tutto l'esistente per non cadere sotto il giogo fiscale. Basterebbe un semplice annuncio di eliminazione dell'IMU, di abbassamento delle aliquote e di eliminanazione degli interessi e sanzioni esorbitanti che chiede la riscossione per rilanciare la produzione i consumi ed il PIL. Se ne gioverebbe anche lo Stato perchè le minori tasse sarebbero compensate da diminuzione dell'evasione e aumento della produzione. Ma questi non ci arrivano nonostante abbiano davanti l'esempio di Portogallo, Irlanda, Spagna, Grecia e ora noi. Un politico europeo avveduto ha detto: sembra un giallo di Agata Christie dove c'è solo da scoprire chi sarà il prossimo a fallire.