BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ L’Italia cade nella "trappola" dell’anti-spread

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Il Governo Monti, invece di gloriarsi di avere un simile alleato, avrebbe motivo di preoccuparsene: rispetto all’Europa “in ordine” (conti pubblici, economia reale), l’Italia è un mero paravento per una Francia che fa acqua da tutte le parti. In breve, non solo “quelli dell’anti-spread” non sono una ciurma di cui è meglio non fare parte, ma l’enfasi su marchingegni tecnici per tentare di tamponare la sfiducia dei mercati distraggono dal punto vero: la crisi si supera con più Europa, sempre che si tratti di Europa semplice e forte (non di un’ulteriore ragnatela burocratica) con elezione della Commissione, poteri effettivi al Parlamento europeo e trasferimento di sovranità dagli Stati nazionali all’Ue. Indubbiamente, questo disegno richiede una grande visione - che manca a “quelli dell’anti-spread”- e la consapevolezza che in democrazia chi ha più popolazione e più voti conta di più, soprattutto se lavora e produce più degli altri.

Il 20 luglio si rischia una nuova seduta di onanismo di gruppo alla ricerca di qualche elemento sulla base del quale far dire a giornalisti compiacenti o ignoranti (oppure un po’ di ambedue) che si è vinta una nuova battaglia di Austerlitz. Attenzione - i cronisti sanno poco pure di storia - lo stesso successo di Austerlitz, che “quelli dell’anti-spread” non osano neanche sognare, fu effimero.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.