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Economia e Finanza

SPENDING REVIEW/ Antonini: incostituzionale? Basterebbe usare i costi standard

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Certamente. Purtroppo, per quanto riguarda, in particolare, i tagli alla sanità, non è citato alcun criterio improntato alla razionalità; tantomeno, si fa menzione dei fabbisogni standard. Anche qui, siamo di fronte a semplici tagli lineari.

Come si dovrebbe intervenire?

Va detto,anzitutto, che occorrono dei processi di revisione dei sistemi sanitari che rispettino l’autonomia costituzionale delle Regioni. Se non si possono chiudere automaticamente i piccoli ospedali, sarebbe necessario trovare un modo per spingere i presidenti di Regione a farlo. L’eccellenza sanitaria delle regioni del nord, infatti, si è basata anche sulla chiusura dei piccoli ospedali, sulla concentrazione delle risorse nei grandi centri e sulla possibilità di curare le cronicità attraverso servizi di assistenza in strutture extra ospedaliere o domicilio. Anche il tal caso, andrebbe adottato il criterio dei costi standard, arrivando a ipotizzare il commissariamento di quei governatori che non li rispettino. Il federalismo fiscale, infatti, offre degli strumenti - che potrebbero essere potenziati – quali il potere sostitutivo nei confronti dei presidenti inadempienti.

Per come è stata messa punto finora, quali effetti potrebbe produrre la spending review?

Il criterio dei costi standard è l’unico che consenta non tagliare le risorse e i servizi, ma solo gli sprechi. Prescinderne, rischia di penalizzare alcuni modelli di efficienza e avviare spirali perverse.

Come giudica, infine, l’istituzione di una centrale unica per gli acquisti

Dobbiamo fare una distinzione: le spese relative agli acquisti, nel caso delle Regioni poco virtuose, sono, effettivamente, foriere di malaffare e la loro centralizzazione rappresenterebbe una novità positiva; nel caso di quelle virtuose, invece, è impensabile che il loro livello di efficienza  possa essere superato dall’amministrazione centrale.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
11/07/2012 - costi standard e federalismo mancato (antonio petrina)

egr prof. a prescindere dell'idea giusta che i costi standard sono l'unico metodo scientifico del federalismo ,haimè mancato nel precedente governo (per cui si voleva la ferrari ma senza carburante!), ora i nodi vengono al pettine e specialmente quella scommessa di raggiungere nel 2013 la riduzione del deficit, stante che nel mezzo è arrivato un terremoto che ha sparigliato le carte e poi un'ottima riforma previdenziale di cui però non si conoscono realmente quanti siano i lavoratori da salvaguardare per cui i risparmi divengono aleatori a regime! Bene allo scudo anti spread ed onore a chi l'ha lanciato,ma la crescita per decreto ( rectius: austerità)è ben poca cosa se al contempo no si taglia il debito per la strada maestra! Non sarà che il surplus di entrate tributarie della patrimoniale (IMU) è un'opportunità per tagliare ulteriormente i trasferimenti agli eell senza alcun criterio ( salvo quelli di cui sopra)e senza copertura del rischio "insolvenza" per gli eell alle prese con un iniquo patto di stabilità interno: questo certamente incostituzionale, come nel 2009 sollevò la corte dei conti lombarda, ma che per vizi procedurali la corte costituzionale affossò!