BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DERIVATI/ Gli Usa cercano di far chiarezza. L'esperto: il vero nodo riguarda le banche

Pubblicazione:mercoledì 11 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 11 luglio 2012, 13.18

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

GLI USA CERCANO DI FAR CHIAREZZA SUI DERIVATI La Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'autorità americana di vigilanza sui mercati derivati, ha approvato insieme alla Securities and Exchange Commission (la Consob americana) un importante documento che mira a fare maggiore chiarezza nel mercato dei cosiddetti “swap”, vale a dire un particolare tipo di derivati che fino a oggi sono stati trattati solamente su mercati Otc (over-the-counter), cioè non soggetti ad alcuna regolamentazione. Il testo ha l’obiettivo di stabilire quando i tassi d'interesse, i crediti, le azioni e altri tipi di derivati sono considerati "swap", ovvero dei derivati che si basano sullo scambio di flussi di cassa o di pagamenti per ridurre eventuali rischi finanziari. Il progetto è stato approvato nell’ambito della legge di revisione del sistema finanziario ratificata nel 2010 dal presidente Obama, il Dodd-Frank Act e, come ha fatto sapere Gary Gensler, presidente della Cftc, ora “ci sarà più trasparenza, minori rischi per gli americani, più controlli e per la prima volta si farà luce sul mercato degli swap”.

Per capire l’importanza di quanto avvenuto e chiarire ogni dubbio, IlSussidiario.net ha contattato James Charles Livermore, operatore finanziario internazionale: «L’autorità di vigilanza americana, una commissione federale che dipende dal governo degli Stati Uniti, in collaborazione con la SEC ha dato una definizione di operazione su derivati. Le vere novità sono quindi essenzialmente due: la prima è rappresentata proprio dal fatto che un organo federale e uno indipendente abbiano collaborato, per la prima volta dai tempi della crisi del ’29, in una operazione del genere», mentre la seconda riguarda ovviamente i contenuti: «Per la prima volta dalla grande deregolamentazione dei mercati finanziari - continua a spiegare Livermore - si mette mano alle operazioni su derivati. L’atto recentemente approvato vuole definire cos’è un’operazione in derivati con l’obiettivo di regolamentare con precisione tutto ciò che finisce all’interno di questa stessa definizione. Il vantaggio è quindi molto ampio perché, nonostante venga coinvolta solo la parte riguardante gli swap, stiamo comunque parlando di svariate centinaia di miliardi che di colpo entrano nei radar della vigilanza bancaria».


  PAG. SUCC. >