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GEOFINANZA/ Borghi: altro che anti-spread, l’Italia dovrà chiedere aiuto

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Potrebbero, effettivamente, non rendersene conto, il che sarebbe di una gravità assoluta. Si tratterebbe di persone che non hanno idea di quello che stanno facendo. Allora, avremmo un problema grande come una casa. Preferisco pensare che se ne rendano conto, ma sperino che, continuando a rimandare i problemi, prima o poi, effettivamente, la crescita si materializzi.  

 

Intanto, ogni giorno di spread elevato ci costa miliardi di euro di interessi sul debito

 

Questo è un ragionamento sensato. Ma solo da parte nostra, o da parte dei paesi che sono penalizzati dagli spread alti. Ma altri, come la Germania, grazie all’ampiezza dei differenziali dei rendimenti, rifinanziano il loro debito a prezzi estremamente vantaggiosi.

 

E Monti? Lui sì che dovrebbe rappresentare il nostro punto di vista.

Anche in tal caso, temo che la sua ingenuità lo convinca del fatto che sia sufficiente presentarsi con i compiti fatti per ottenere dalla Merkel qualunque cosa. Anche che consenta alla Bce di acquistare illimitatamente bond. Il che sarebbe l’unica misura in grado di calmierare gli spread. 

 

Monti ha fatto presente che è ardito affermare che l’Italia non avrà mai bisogno di aiuti. Dobbiamo preoccuparci?

 

Sì. Non è nient’altro che la riedizione di quanto sinora hanno fatto tutti gli altri. Tutti i paesi che hanno chiesto gli aiuti, inizialmente, dicevamo che mai e poi mai ne avrebbero avuto bisogno. Finora, non abbiamo ancora visto un copione differente. Quando lo spread si continuerà ad allargare, dovremo chiederli per ripagare i nostri interessi sul debito.

 

Il Fmi ha detto che il governo italiano ha messo in atto “un’ambiziosa agenda per assicurare stabilità e promuovere la crescita” ma “resta vulnerabile al contagio della crisi dell’area euro, con conseguenze di trasmissione sulle regione e a livello globale”.