BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ Borghi: altro che anti-spread, l’Italia dovrà chiedere aiuto

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Il premier Mario Monti si è detto particolarmente soddisfatto di quanto emerso dall’Eurogruppo di lunedì e dall'Ecofin di ieri. «E’ arrivato - ha detto - un importante segnale per i cittadini e per i mercati». Si è riferito, in particolare, alla ratificata del Fondo taglia-spread (anche se rimane da stabilire il meccanismo tecnico di interazione tra la Bce, l’Efsm e, quando entrerà in funzione, l’Esm), allo sblocco di 30 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche spagnole e al varo della fase pilota dei project bond per il finanziamento di opere nei settori telecomunicazioni trasporti ed energia per un tolale di 4,5 miliardi. Abbiamo chiesto a Claudio Borghi, professore di Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore come valutare gli esiti di questi due vertici europei.

 

Secondo lei, sono stati raggiunti risultati concreti? 

 

Purtroppo, non mi pare che si sia giunti ad alcunché di sostanziale. Le dichiarazioni ricalcano supinamente quanto affermato nel corso del vertice del 28-29 giugno. Si è confermato lo sblocco degli aiuti alla Spagna, ma nessuna, tra le questioni che stanno a cuore a noi italiani, è stata affrontata.

 

E lo scudo taglia spread?

 

Si è deciso di dare mandato alla Bce di fare da agente all’Efsm e, quando entrerà in funzione, all’Esm. Al di là dei meccanismi che ancora devono essere stabiliti, si tratta di una misura che non è lontanamente sufficiente per fungere da deterrente alle intemperie dei mercati.

 

Perché?

 

Per placare il timore dei mercati rispetto ai debiti pubblici, si intende fare acquistare titoli da questo fondo con un’operazione che, di fatto, aggiungerà debito al debito. Ci si dimentica che si tratta di risorse che, qualcuno, ci dovrà pur mettere.

 

Cosa ne pensa, invece, dei project bond?

 

Pensi semplicemente al fatto che abbiamo un debito da 2000 miliardi di euro o che le banche spagnole hanno un buco di 100. Mi pare che, a fronte di questi odrini di grandezza, stiamo parlando del nulla.

 

Intanto, lo spread viaggia attorno ai 470 punti base. I mercati non sono ancora stati rassicurati?

 

Evidentemente, no.

 

Come è possibile che i leader europei non si rendano conto dell’inefficacia delle loro misure?



  PAG. SUCC. >