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FINANZA/ Spread, ecco come far "fallire" la speculazione

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Anche in tal caso, tuttavia, ciò che pesa maggiormente è «il profondo disallineamento tra quanto i mercati chiedono e quello che l’Europa è disposta a offrire». Ovvero: «la volatilità dei mercati è tale che intuiamo come una dichiarazione in più o una in meno cambi tutto. Basterebbe, quindi, che, prima di andare al mare, i governanti europei mettessero nero su bianco alcuni impegni, invece di continuare a nicchiare. Nel tentare di prevedere l'andamento estivo dei mercati, non bisogna scordare che la stagionalità (agosto è un mese tradizionalmente non favorevole) resta un fattore meno importante delle parole che verranno pronunciate dai politici e da come i mercati le interpreteranno». 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
12/07/2012 - Mercati e imprese (Diego Perna)

Devo dire che da quando l'attenzione dei media è tutta per gli spread e i mercati, non si parla più di imprese, come se queste non fossero una parte fondamentale della società, non dico del sistema, perchè ormai il sistema, quello economico finanziario vuol fare da se. Tutto è concentrato lì, ma vorrei ricordare a chi leggerà questo mio inutile commento, che vedere una fabbrica vuota e con i macchinari fermi, anche se solo come sensazione, è molto peggio che guardare i dati negativi delle borse e degli spread. Sembra quasi d'entrare in un posto senza vita, per dare l'idea, un cimitero senza nomi. Una tristezza assale e a nulla valgono le rassicurazioni di Monti e compagnia che la ripresa ci sarà nel 2013, perchè ormai non ci crede più nessuno. Detto ciò possiamo sempre tirar fuori dal sacco, che sono le imprese che non ce la fanno perchè non sono all'altezza della sfida del cambiamento globale. Va beh,domani qualcuno in tre o quattro mosse, ci dirà come tirar fuori l'Italia dai guai o far diminuire lo spread così potrà ripartire l'economia; solo che ormai leggo le stesse cose dal 2009.