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DOWNGRADE ITALIA/ Le reazioni su twitter e internet al taglio di Moody's

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DOWNGRADE DI MOODY'S, LE REAZIONI SU TWITTER E SU INTERNET «Un calcio a chi tenta di rialzarsi». Così cinguetta Enrico Mentana su Twitter, commentando il blitz notturno con cui l’agenzia di rating Moody’s ha declassato nella notte i titoli di stato italiani di due gradini, da A3 a Baa2. Il direttore del Tg di La7, ha dato un giudizio chiaro in merito all’haircut che ha sorpreso un po’ tutti questa mattina, tanto che le risposte di politici e governanti ancora tardano ad arrivare: «si può essere montiani o antimontiani, ma le motivazioni del declassamento di Moody's sono pazzesche».

E quali sarebbero queste «pazzesche» motivazioni? In sostanza tre, anche se connesse: in primo luogo la maggiore probabilità di un ulteriore aumento netto dei costi di rifinanziamento del debito italiano. Con la conseguente probabile perdita di accesso a un mercato del credito sempre più fragile e ballerino. E non è un caso che, come da copione, questa mattina Piazza Affari ha aperto in rosso e lo spread è volato verso quota 500 (a pochi minuti dall'avvio, infatti, Milano ha virato in negativo con il Ftse Mib cheha ceduto lo 0,32%. Mentre il differenziale Btp-Bund tedeschi salito oltre i 480 punti base). In secondo e terzo luogo, pesano il rischio di contagio proveniente da Grecia e Spagna e il “clima politico per le elezioni nella prossima primavera”.

L’americana Moody’s pare dunque non fidarsi delle misure adottate dal governo Monti. Ma buona parte del popolo italiano dei social media ironizza sull’annunciato ritorno in campo di Silvio Berlusconi, dopo il passo indietro in favore dell’attuale esecutivo, ipotizzando che in realtà sia questa la notizia all’origine del taglio del rating dei titoli del debito. I tweet e i post che accostano il ritorno dell’ex premier e all’haircut, affiancano in numero crescente quelli sulle ventilate cessioni dei gioielli milanisti Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al Psg. Uno su tutti, quello di Fabrizio Goria de Linkiesta: «Berlusconi: mi candido nel 2013. Moody’s: tagliamo il rating dell’Italia. Io, se fossi in Silvio, un paio di domande me le farei...». 



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