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FINANZA/ Forte: da Moody’s il primo passo per far saltare Italia ed euro

Pubblicazione:sabato 14 luglio 2012

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L’implacabile Moody’s appioppa un altro downgrade all’Italia. Due livelli in meno sui titoli di Stato, con un tempismo di “apertura alla speculazione”, dato che proprio in giornata c’era un ‘asta di Btp. Naturalmente a mercato aperto, in mattinata; ovviamente di venerdì, in modo da preparare una riapertura lunedì al “calor bianco”, Moody’s ha stilato il suo giudizio, portando all’inizio lo spread a 480 punti. Poi, durante la giornata, il mercato si è in parte rasserenato, perché l’asta dei titoli di Stato è andata bene e lo stesso spread è disceso. Ma la chiusura è stata buona solo per il mercato azionario, in positivo, non per lo spread che ha chiuso a 478 punti. In sintesi il rendimento del decennale è risalito sopra il 6%. Contro il giudizio di Moody’s c’è stata una autentica “levata di scudi” a partire dal premier Mario Monti alle sedi europee di Bruxelles, dal mondo delle imprese italiane alla indomita procura di Trani che chiude la sua inchiesta, accusando i “padroni del rating” di manipolazione del mercato, con una richiesta di risarcimento per i risparmiatori che è quasi “astronomica”. C’è infine da segnalare un “timing nel timing”. Mentre la procura di Trani rinvia a giudizio nel pomeriggio Moody’s, in mattinata l’agenzia di rating, sembra annusare un “siluro in arrivo” e rifila l’ennesima stangata all’Italia. Quasi un “botta e risposta “ preventivo.

In verità, le nuove motivazioni di Moody’s lasciano un po’ tutti perplessi. Si parla soprattutto di “incertezza politica” dell’Italia, oltre ad altre considerazioni sul debito. E si deve guardare bene al senso della considerazioni dell’agenzia di rating: non si può comprendere se proseguirà l’azione che sta facendo il “governo dei tecnici”. Il che diventa paradossale. Perché si attacca l’Italia in considerazione di quello che potrebbe accadere con le elezioni politiche del 2013, quando si dovrebbe ritornare a un governo politico, in base alla maggioranza che uscirà dalle urne. Il tutto fa pensare che Moody’s attacca Monti, per difendere Monti! Sono dei misteri dei “maestri del rating” ai tempi degli algoritmi. Nel frattempo, il Premier italiano vola negli Stati Uniti per incontrarsi con il “gotha” mondiale dalla finanza, dove risponde alle domande che gli pone Bill Gates e raccoglie gli applausi del miliardario Warren Buffet. In questo “guazzabuglio”, di confusione e di incertezza verrebbe voglia di scrivere di fantascienza, o di tecnica di “comunicazione bellica non guerreggiata”, ma è doveroso invece affidarsi al giudizio di un uomo come Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e grande economista italiano.

 

Che cosa ne pensa di questo nuovo giudizio di Moody’s? 

 

Appare evidente a tutti che questo sia un giudizio pretestuoso. Come si può stilare un simile giudizio dopo la cura dolorosa che sta facendo il Paese per fermare il debito? La sensazione è che l’agenzia di rating Moody’s stia giocando una partita, o comunque stia accompagnando la scommessa che è stata fatta da alcuni protagonisti della grande speculazione internazionale. La scommessa è ormai nota. Si mette l’Italia nel mirino (è questo ormai è evidente a tutti) per colpirla. Nel momento che l’Italia entra in difficoltà seria, alla fine anche l’euro rischia grosso. Insomma, in breve sintesi, la scommessa è che facendo saltare l’Italia alla fine salta anche l’euro.

 

Forse il nostro presidente del Consiglio è volato negli Stati Uniti per incontrare la comunità finanziaria americana e per cercare di convincerla a non puntare su quella scommessa. 


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