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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "piano B" per salvare l’Italia

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«Lo scudo antispread avrebbe una potenza di fuoco decisamente limitata. La sua incidenza sui mercati sarebbe pressoché nulla. Nel momento stesso, invece, in cui la Bce fosse dotata del potere di acquisire illimitatamente, non si renderebbe neppure necessario farlo perché gli spread crollerebbero». Tutto ciò, in ogni caso, non sarebbe sufficiente. Ecco il secondo fronte: «Le banche continuerebbero a non prestare e se anche calassero i tassi, le imprese continuerebbero a domandare per timore dei rischi. Si renderà necessario, quindi, accoppiare alla mossa della Bce un forte intervento di spesa pubblica. Gli Stati europei dovrebbe concordare un piano di manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Basterebbe un minimo di leadership politica per convincere i mercati che appena il trend di crescita tornasse a livelli crescenti, e il settore privato rientrasse nell’economia, quello pubblico si tirerebbe indietro».  

 

(Paolo Nessi)

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