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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Pelanda: il "piano" tedesco fa a pezzi l’Italia

Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

Per ridurlo, nel breve, l’Italia dovrà attutire queste incertezze. Il governo sta tentando di farlo, ma trova ostacoli. L’ostilità tedesca a costruire almeno un minimo di garanzia contro i costi eccessivi dei debiti di Italia e Spagna non ha senso sul piano strategico. Se, infatti, queste due nazioni andassero in insolvenza il danno maggiore sarebbe per la Germania. Nel caso di scioglimento dell’euro vedrebbe ridotta la sua area di influenza, per dissoluzione dell’Ue, e la sua competitività economica, mentre l’Italia pagherebbe un durissimo prezzo, ma aumenterebbe competitività valutaria e crescita. Così la Spagna. Ma ha senso sul piano tattico, pur con il rischio di spaccare tutto, per Angela Merkel che vuole intercettare nelle lezioni del settembre 2013 il consenso del 55% del suo elettorato che non vuole finanziare eurogaranzie.

Inoltre, la Germania, dai primi del 2011, sta esagerando le difficoltà dell’Italia per condizionarla meglio. Da un lato Monti otterrà un minimo di eurogaranzie, dall’altro saranno insufficienti per convincere i mercati se l’Italia non sarà capace di ridurre debito, spesa e tasse. Quindi la riduzione del costo di rifinanziamento del debito, alla fine, dipende dal segnale che ci sarà in Italia un governo consistente dopo le elezioni nella primavera 2013. Prima verrà dato e meglio sarà.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
17/07/2012 - mostri e scudo antispread (antonio petrina)

egr. prf, non so se arriveremo vivi ancora alla fine della legislatura ,ma la lotta contro i titani ed i mostri ( di cui Tremonti ricordava tempo fa ) ,sembra essere arrivata al momento finale !

 
16/07/2012 - Costituzione da cambiare e abbattere tasse & C. (Carlo Cerofolini)

E' noto che le agenzie di rating non sono né super partes né infallibili, anzi, quello su cui però hanno ragione è che temono la futura instabilità politica dell'Italia. Situazione comunque sempre in agguato chiunque vinca le elezioni e magari pure con una schiacciante maggioranza che può sempre saltare(Berlusconi docet), finché non viene cambiata la Costituzione in senso presidenzialista, di modo che possa essere garantita la governabilità del Paese. A questo poi si deve aggiungere la necessità di un programma che abbia come punti di riferimento la forte riduzione di spesa pubblica e pressione fiscale - che sono da portare rapidamente (5 anni) al 35% - e contemporanea vendita (non svendita)del patrimonio pubblico per almeno 300 miliardi per abbattere il debito pubblico. Tutto il resto è, oltre che inutile fortemente nocivo, come lo sono - spread e recessione cantano - le manovre recessive, affossa Italia, attuate da Monti & C.