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FINANZA/ Borghi: il “piano Grilli” sul debito? Inutile se non ci aiuta la Bce

Pubblicazione:lunedì 16 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 16 luglio 2012, 14.35

Il premier Monti e il ministro Grilli (InfoPhoto) Il premier Monti e il ministro Grilli (InfoPhoto)

Nel caso in cui la Bce garantisse tutti i debiti naturalmente ogni condizione dovrebbe essere definita con cura. Dopo averle valutate, si deciderebbe come agire e, se non dovessero essere soddisfacenti, allora probabilmente è meglio togliere il disturbo e tornare alla nostra vecchia valuta.

 

Cosa pensa dello scudo antispread?


Da quando è scoppiato il problema del debito pubblico greco continuiamo a rincorrerci con fondi a cui non facciamo altro che cambiare il nome. Ora è la volta del FAFA (Financial Assistance Facility Agreement, nome ufficiale dello scudo antispread ndr) e ci convinciamo che siano soldi piovuti dal cielo, quando invece siamo proprio noi a pagare questi fondi. Come si può pensare che un fondo pagato da vari Paesi come l’Italia e la Spagna possa garantire il nostro debito pubblico? Spero solamente che non ci stupiremo più di tanto quando sarà chiaro che è un’idea che non sta in piedi.

 

(Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
16/07/2012 - Come agire in attesa che la Bce stampi moneta (Carlo Cerofolini)

Articolo condivisibilissimo. E' chiaro che fino a che la Bce non sarà in grado di stampare moneta - come la Fed Usa, ecc..- l'euro sarà sempre sotto attacco ed in questo caso pure la Germania, seppure per ultima, pagherà dazio con gli interessi. Ciò premesso per quanto ci riguarda è chiaro che con le manovre inutili e dannose affossa Italia di Monti & C. non si può pensare di uscire dal cul de sac in cui ci troviamo. Quindi in attesa che la Bce diventi banca di ultima istanza (vasto programma?) l'unica soluzione che abbiamo, per non andare in fallimento, è quella di: 1) ridurre consistentemente la spesa pubblica e la (op)pressione fiscale, portandole in 5 anni dal 50-55% al 35%; 2) fare contemporaneamente cassa, sempre in 5 anni, vendendo beni pubblici non strategici per 300 miliardi per abbattere debito pubblico e così pure gli interessi pagati su questo; 3) adeguare la nostra Cassa depositi e prestiti (Cdp)- come fa la Germania, che nella sua Cdp ha "inguattato" il 17% del proprio debito pubblico, che quindi ufficialmente non risulta - a norma di Eurostat, in modo da poter anche pagare in tempi rapidi i circa 100 milardi che le aziende italiane avanzano dalle pubbliche amministrazioni. Così facendo l'economia, occupazione e Pil ripartiranno alla grande e la recessione e l'incubo spread saranno solo un brutto ricordo. Ottimo sarebbe poi poter cambiare pure la Costituzione in modo che chi vince le elezioni possa governare senza temere ribaldoni (con la d)in itinere.