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FMI/ Il Pil dell'Italia al ribasso nel 2012, la conferma del Fondo Monetario

Pubblicazione:lunedì 16 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 16 luglio 2012, 16.26

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Pil al ribasso, dell'1,9% in meno nell'anno in corso, il 2012. E' quanto comunica il Fondo monetario internazionale ritoccando al ribasso le stime per l'economia mondiale per l'anno in corso e per il prossimo, il 2013. L'economia mondiale è infatti destinata a crescere nel 2012 del 3,5% e cioè dello 0,1% in meno rispetto alle stime fatte lo scorso mese di aprile. Nel 2013 invece la crescita sarà del 3,9% e cioè un meno 0,2%. Per quanto riguarda il nostro Paese, il Fondo monetario prevede una perdita dell'1,9% quest'anno e dello 0,3% nel  2013. Previsioni che confermano quelle fatte ad aprile. Si tratta di un taglio delle stime di crescita per quanto riguarda l'area euro che nel 2013 sarà dello 0,7%, 0,2 punti in meno rispetto ad aprile. Nel 2012 il Fmi conferma una contrazione dello 0,3%. Per gli Usa il Fmi rivede al ribasso di 0,1 punti percentuali sia le stime 2012 sia quelle del 2013 a rispettivamente +2,0% e +2,3% (i dati sono fonte Ansa). Non solo cattive notizie però. Sempre secondo il Fmi il debito italiano nel 2012 si fermerà al 125,8% mentre l'anno prossimo toccherà il 126,4% il che significa che rispetto alle stime saremo davanti a rispettivamente 2,5 e 2,6 punti in più. Cosa provoca questa crescita del debito? Gli aiuti europei per l'Efsf che colpiranno anche la Germania con un aumento del 3,3 e del 2,7%. Gli aggiustamenti di bilancio permetteranno però all'Italia di raggiungere un surplus strutturale seppur piccolo nel 2013. Il quadro secondo quanto ha affermato il responsabile del dipartimento mercati del Fondo monetario. presenta un aumento dei rischi per la stabilità. José Vinals afferma che è ora di agire, il tempo è finito. Le prospettive per l'economia mondiale sono deboli e i rischi al ribasso sono sempre forti. Si potrà assistere a una crescita della crisi nell'eurozona se non si agirà in fretta. Secondo il Fmi, la Banca centrale europea dovrà assicurare "la trasmissione efficace della propria politica e continuare a fornire ampia liquidità al sistema". 


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