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GEOFINANZA/ Il vocabolario della crisi infinita

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SMP (Securities Markets Program): È un programma introdotto dalla Bce nel maggio 2010, in base al quale la Bce stessa e le 17 banche centrali dell’area euro possono comprare bonds sovrani di Paesi in difficoltà economica al fine di ridurre i loro costi di finanziamento. I bonds sono acquistati sul mercato secondario da banche e altri soggetti finanziari e non dai governi per evitare l’accusa di finanziare direttamente gli Stati, pratica vietata. Stando a dati della prima settimana di luglio, il valore totale del programma è di 210,5 miliardi di euro, ma non si sono registrati nuovi acquisti dal marzo scorso. L’SMP, così come LTRO, è una cosiddetta “misura non standard”, ovvero di emergenza.

LTRO (Long-Term Refinancinh Operation a 3 anni): È un’iniziativa della Bce per prestare denaro a tasso molto basso - l’1% - alle banche della zona euro per un prolungato periodo di tempo, nella fattispecie a 3 anni. L’operazione si è divisa in due tranches il 21 dicembre del 2011 e il 29 febbario del 2012 e ha prestato più di un triliardo di euro ad almeno 800 banche per un periodo di appunto tre anni. La speranza insita nella scelta era quella di evitare il ripetersi di una crisi di liquidità come quella avvenuta nell’autunno del 2008, quando i timori per la capacità dei debitori di ripagare i prestiti portò a un congelamento dell’attività di prestito e a un aumento dei costi. Missione fallita.

TARGET 2 (Trans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer): È un sistema di compensazione che facilita il trasferimento di denaro attraverso la zona euro. È utilizzato per trasferimenti cross-country o tra banche centrali nazionali e il suo scopo principale è quello di aiutare le banche commerciali nella gestione dei flussi cross-country. È il bancomat dell’Ue, se l’euro regge nessun problema attraverso il processo di sterilizzazione, se salta l’euro la Bundesbank, ad esempio, rischia per 700 miliardi di esposizione.

GROWTH COMPACT - PACCHETTO DI CRESCITA: È un tentativo di stimolare la crescita, gli investimenti, l’occupazione e la competitività europea, largamente attraverso la liberalizzazione dei mercati di prodotti e servizi e la spesa per infrastrutture. Il finanziamento di queste ultime avverrà attraverso i cosiddetti “project bonds” garantiti dalla Banca Europea per gli Investimenti e da un più efficiente utilizzo del budget Ue. Il pacchetto nacque inizialmente come reazione al piano unicamente di austerity imposto alla nazioni oggetto di salvataggio, ma è stato implementato e finalizzato nel vertice Ue del 28-29 giugno scorsi con la definizione di una capacità di stimolo fiscale di circa 100 miliardi di euro, equivalenti all’1% del Pil dell’eurozona.

UNIONE FISCALE: Sotto uno schema di unione fiscale, le decisioni riguardo l’imposizione, la riscossione e la spesa delle tasse sono prese da istituzioni comuni e condivise dai governi partecipanti. Attualmente, i 17 Stati dell’area euro condividono un’unione monetaria ma le decisioni a livello fiscale sono primariamente assunte a livello nazionale. Nonostante il Patto per la Stabilità e la Crescita (SGP) intenda coordinare le politiche fiscali dei vari Stati, questo non è implementabile nei fatti. Come risposta a questa impossibilità, sono state adottate o introdotte in sede Ue una serie di nuove legislazione tese a rafforzare il coordinamento e il monitoraggio fiscale: si tratta del cosiddetto Six Pack, del Fiscal Compact e del Two Pack.

PATTO PER LA STABILITÁ E LA CRESCITA (SGP): Si tratta di un accordo tra gli Stati dell’Ue per facilitare e mantenere la stabilità all’interno dell’Unione monetaria attraverso il monitoraggio fiscale e la politica di sanzione. Il patto fu adottato nel 1997 e richiedeva che gli Stati dell’area euro avessero un deficit di budget pubblica annuale non superiore al 3% del Pil e che il debito pubblico non superasse il 60% del Pil. Se il deficit di budget sale sopra il 3% del Pil, la nazione in questione può dover affrontare una procedura di infrazione per eccesso di deficit e pagare una sanzione pari allo 0,2% dello stesso Pil. All’atto pratico, il Patto non è mai stato rafforzato o implementato.



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COMMENTI
19/07/2012 - La Merkel (J B)

...Ha ragione. Tra il ritorno alle monete pre-Euro ed un Euro socialista dove la Germania deve pagare il conto di tutti, bene, sinceramente preferisco la Lira. Se fosse per me, rimetterei in circolazione oro e argento, insomma il vecchio gold coin standard. E poi vediamo se uno preferisce farsi pagare con le Lire, i marchi, i franchi o l'oro. La moneta cattiva scaccia quella buona (ma solo in presenza di controllo dei prezzi). Il problema vero rimane uno ed uno solo: se esplode la UE, avremo ancora le 4 libertà principali che la UE ci ha dato (libertà di circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali) oppure rivivremo una nuova stagione di nazionalismi? Time will tell.