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GEOFINANZA/ Il vocabolario della crisi infinita

Pubblicazione:martedì 17 luglio 2012

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SIX PACK: Si tratta di una serie di misure legislative a livello europeo implementate nel dicembre 2011 come atto di riforma del Patto per la Stabilità e la Crescita e decise a introdurre una nuova sorveglianza macroeconomica. La legislazione in esse contenute rafforza e rende più stringente l’istituto della procedura d’infrazione dell’SGP e istituisce la possibilità potenziale per l’Ue di aprire questo tipo di procedura anche se una nazione non sta riducendo la sua ratio debito/Pil abbastanza velocemente, definendo e fissando in anticipo un tasso di miglioramento predeterminato da rispettare (l’SGP, di fatto, prevedeva la procedura di infrazione solo per la violazione del criterio sul deficit, non sulla ratio debito/Pil). La legislazione, inoltre, limita le crescita della spesa pubblica se la nazione in questione non si sta muovendo abbastanza speditamente verso un bilanciamento del budget. Sono inoltre stati introdotti un sistema di “early warning” per l’eccesso di sbilanci macroeconomici e un meccanismo di correzione.

FISCAL COMPACT: Il Fiscal Compact nasce come legislazione prioritaria per mantenere la stabilità dell’eurozona attraverso il monitoraggio fiscale e la politica di sanzione. Attualmente è in atto un processo di ratifica dello stesso da parte degli Stati membri (la scorsa settimana ha ottenuto il via libera del Senato italiano) e diverrà vincolante dopo l’ok da parte di dodici nazioni. Il Compact fissa obiettivi di deficit e debito per la zona euro e regole che impongono sanzioni quando si registra una violazione o rottura degli accordi (esattamente come per il Patto per la Stabilità e la Crescita e il Six Pack). Rispetto ad altri patti, va un passo in avanti richiedendo agli Stati membri una cessione di sovranità, imponendo loro un emendamento alle legislazioni nazionali (o la promulgazione di una nuova legge ad hoc) che ponga in Costituzione che il limite del budget di deficit strutturale deve essere pari allo 0,5% del Pil, eccetto rare eccezioni. La Corte di Giustizia Europea può punire la nazione che viola questa regola con una multa peri allo 0,1% del Pil, se il rientro in questo parametro non avviene entro un anno dalla ratifica.

TWO PACK: Le proposte legislative conosciute come Two Pack sono un complemento al Six Pack per la riforma della governance economica dell’Ue, implementazione avvenuta nel dicembre del 2011. Questo secondo pacchetto consiste sostanzialmente in due parti. La prima risponde ai problemi legati ai problemi finanziari dell’area euro, rafforzando la sorveglianza economica e di budget, mentre la seconda è legata alla disciplina di budget dell’unione economica e monetaria, richiedendo il monitoraggio del piani di budget preliminare delle nazioni dell’area euro. Il Parlamento europeo ha votato in favore di queste nuove regole il 13 giugno di quest’anno, ma ha dovuto accettare parecchi emendamenti rispetto alla versione originale delle proposte uscita dalla Commissione Ue per vincere le resistenze di alcuni Stati. Per divenire legge, una versione comune delle nuove regole deve ottenere il via libera dagli Stati membri, dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo. Tra gli emendamenti troviamo quello per ‘istituzione di un meccanismo per la crescita che possa mobilizzare circa l’1% del Pil dell’Ue per investimenti in infrastrutture.

UNIONE BANCARIA: Si tratta di uno schema per rafforzare il sistema bancario europeo nel suo insieme attraverso: 1) l’istituzione di un’autorità centrale che prenda il posto degli attuali 17 regolatori nazionali e divenga responsabile per la supervisione del sistema bancario dell’area; 2) la nascita di un’autorità per la risoluzione comune che si prenda carico per la banche fallite; 3) il finanziamento della banche finanziariamente funzionali e la gestione di quelle in crisi attraverso un insieme di risorse comuni; 4) uno schema di assicurazione con deposito comune nell’eurozona, nella quale i depositi sarebbero garantiti da un ampio gruppo di partecipanti senza interesse rispetto a dove realmente l’euro è detenuto. Proprio questo punto ha fatto impantanare la discussione allo scorso vertice del 28-29 giugno, dopo che si erano registrati passi in avanti sui primi tre punti.


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COMMENTI
19/07/2012 - La Merkel (J B)

...Ha ragione. Tra il ritorno alle monete pre-Euro ed un Euro socialista dove la Germania deve pagare il conto di tutti, bene, sinceramente preferisco la Lira. Se fosse per me, rimetterei in circolazione oro e argento, insomma il vecchio gold coin standard. E poi vediamo se uno preferisce farsi pagare con le Lire, i marchi, i franchi o l'oro. La moneta cattiva scaccia quella buona (ma solo in presenza di controllo dei prezzi). Il problema vero rimane uno ed uno solo: se esplode la UE, avremo ancora le 4 libertà principali che la UE ci ha dato (libertà di circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali) oppure rivivremo una nuova stagione di nazionalismi? Time will tell.