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GEOFINANZA/ Il vocabolario della crisi infinita

MAURO BOTTARELLI ci presenta un glossario dedicato ai termini tecnici, agli acronimi e alle parole più importanti che stanno caratterizzando la crisi che sta attraversando l’Europa

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La scorsa settimana il lettore Rodolfo Spezia mi ha chiesto un aggiornamento del glossario dei termini finanziari che pubblicai lo scorso anno. Accolgo volentieri questo stimolo, conscio anche del fatto che il momento storico che stiamo vivendo impone una conoscenza profonda delle decisioni e degli strumenti di cui l’Europa si è dotata o intende dotarsi per implementare l’eurozona e salvare la moneta unica. Ecco quindi un aggiornamento del glossario, dedicato a termini e acronimi dell’eurodelirio che stiamo vivendo.

È un veicolo temporaneo con finalità speciale finanziato dai membri dell’area euro per governare la crisi del debito sovrano fornendo assistenza finanziaria agli Stati in difficoltà. L’Efsf può emettere bonds o altri strumenti di debito nel mercato per raccogliere i fondi necessari a offrire prestiti alle nazioni dell’area euro sotto stress finanziario, ricapitalizzare le banche (attraverso prestiti ai governi) o comprare debito sovrano; queste obbligazioni sono garantite degli Stati membri dell’eurozona. Le garanzie totali sono pari a 780 miliardi di euro, mentre questo veicolo ha capacità di prestito di 440 miliardi di euro. Da quando ha cominciato la sua operatività nell’agosto 2010, l’EFSF ha prestato denaro a Irlanda, Portogallo e Grecia e, attualmente, si starebbero valutando prestiti a Spagna e Cipro, visto che il ritardo della Corte costituzionale tedesca nel valutare la liceità del fondo ESM sta prolungando la vita dell’EFSF, la quale doveva terminare lo scorso primo luglio.

È un programma di finanziamento d’emergenza per gli Stati membri dell’Ue in difficoltà economica, basato su fondi racimolati sui mercati finanziari e garantiti dalla Commissione europea utilizzando il budget dell’Ue come collaterale. Il fondo ha capacità e autorità per raccogliere fino a 60 miliardi di euro e ha garantito prestiti a Irlanda e Portogallo - insieme all’EFSF - fin dalla sua implementazione nel maggio 2010.

ESM (European Stability Mechanism): È il fratello maggiore dell’EFSF, di cui dovrà prendere il posto ed è un fondo di salvataggio che dovrà garantire un programma di finanziamento permanente per gli Stati dell’Ue. L’ESM, nelle intenzioni di molti leader europei, dovrebbe essere poi utilizzato in maniera più flessibile per stabilizzare i mercati finanziari e supportare gli Stati più vulnerabili. Oltre ai prestiti ai governi sotto condizioni stringenti, infatti, al summit del 28-29 giugno scorsi si è discusso per utilizzare questo meccanismo in maniera più rapida e meno vincolante, permettendo all’ESM la ricapitalizzazione diretta delle banche (anziché attraverso i governi come accade con l’EFSF) e utilizzando i suoi fondi per comprare bonds sovrani al fine di abbassare i costi di rifinanziamento del debito per le nazioni in difficoltà. Le garanzie di capitale dell’ESM sono di 700 miliardi di euro, con una capacità di prestito di 500 miliardi di euro: doveva nascere ufficialmente il 1 luglio scorso, si attende per la sua operatività il via libera della Corte costituzionale tedesca.

È un comitato tripartito formato da membri della Commissione Europea, del Fondo Monetario Internazione e della Banca Centrale Europea che organizza i prestiti ai governi in difficoltà - Grecia, Irlanda e Portogallo - e controlla con visite periodiche l’ottemperanza di questi governi alle condizioni imposte per ottenere gli aiuti, le cosiddette misure di austerity.

ELA (Emergency Liquidity Assistance): La garanzia di assistenza in liquidità di emergenza (ELA) verso banche individuali è parte dell’infrastruttura dello European System of Central Banks (ESCB). Sotto l’ELA, la banca centrale europea e non la Bce garantisce le necessità di collaterale per ottenere prestiti in euro e può accettare assets di qualità inferiore di quelli elegibili presso la Bce per prestiti. Il rischio rispetto a questi prestiti ricade sulla Banca centrale e non sul sistema euro, come invece accade per quanto riguarda la Bce.


COMMENTI
19/07/2012 - La Merkel (J B)

...Ha ragione. Tra il ritorno alle monete pre-Euro ed un Euro socialista dove la Germania deve pagare il conto di tutti, bene, sinceramente preferisco la Lira. Se fosse per me, rimetterei in circolazione oro e argento, insomma il vecchio gold coin standard. E poi vediamo se uno preferisce farsi pagare con le Lire, i marchi, i franchi o l'oro. La moneta cattiva scaccia quella buona (ma solo in presenza di controllo dei prezzi). Il problema vero rimane uno ed uno solo: se esplode la UE, avremo ancora le 4 libertà principali che la UE ci ha dato (libertà di circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali) oppure rivivremo una nuova stagione di nazionalismi? Time will tell.