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FINANZA/ Fortis: senza euro l’Italia starebbe meglio

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Se guardiamo al debito pubblico per abitante, noi nel ‘95 eravamo a quota 20.000 euro, contro una media dell’Eurozona di circa 13.000. Allora sì che il nostro debito era elevato rispetto agli altri. Alla fine del 2011, però, la situazione è cambiata, perché noi siamo arrivati a 31.000. La Germania è passata da 12.600 a 25.000, raddoppiando il suo debito per abitante. La Francia è passata da 11.000 a 26.000. Gli Stati Uniti addirittura da 19.000 dollari sono arrivati a 49.000. Penso che se anche avessimo un debito/Pil al 100% la situazione non cambierebbe: ci attaccherebbero comunque.

 

Perché rimaniamo sotto attacco?

 

È evidente che non c’è più rispetto per i fondamentali dell’economia. L’Italia si è imposta la recessione tra il 2011 e il 2012 attraverso le manovre finanziarie per far vedere ai tedeschi che sta onorando i propri impegni. Non è abbastanza per avere diritto a uno scudo contro gli attacchi speculativi? Lo ha detto anche Carlo Cottarelli del Fmi: ci sono almeno 200 punti di spread che sono immotivati. Siamo il Paese che più di tutti è “paralizzato” dall’euro, che è diventato per noi come una camicia di forza.

 

Meglio allora uscirne?

 

Io ho sempre creduto e credo ancora nell’euro. Non penso se ne possa uscire. Anche lo studio di Confindustria mostra che i costi sarebbero pazzeschi. Paradossalmente, però, se noi fossimo fuori dall’euro saremmo un Paese molto più solido della Gran Bretagna e degli Usa. Non ci attaccherebbero, dato che non subiremmo i timori sulla tenuta dell’euro. I nostri fondamentali sarebbero eccellenti e riconosciuti sui mercati. Oggi invece ci ritroviamo a cercare di competere con una zavorra sulle spalle.

 

In che senso?

 

Partiamo ogni anno con 60 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico da pagare: tutte risorse sottratte alla crescita. Ora, con questa corsa dello spread, corriamo il rischio di pagarne 90. Perché noi, che abbiamo il debito al 120% del Pil, dobbiamo avere rendimenti così alti per i nostri titoli di stato mentre gli Usa, che sono arrivato al 110%, hanno tassi negativi? Tutto questo si spiega semplicemente col fatto che loro hanno il dollaro, mentre noi siamo intrappolati nell’euro.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
19/07/2012 - la trappola dell'euro e l'uscita di sicurezza! (antonio petrina)

egr prof. se l'euro per noi è una trappola per cui sarebbe quasi quasi conveniente uscirne, perchè non si studia allora un'uscita di sicurezza restando nell'euro ossia un muro fatto in casa,un redeption fund fatto sulle nostre spalle e patrimonio ( che abbiammo ) e che ci garantisce dalla speculazione ? Infondo anche Einaudi parlava della "fetta " di debito italiano sostenibile ( che oggi appare al 123% insostenibile) e che possiamo ridurre con il nostro lavoro ed i nostri fondamentali, garantiti però dal cosidetto muro antispread fatto in casa!