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FINANZA/ Fortis: senza euro l’Italia starebbe meglio

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Dopo aver sfiorato lunedì quota 500, lo spread tra Btp e Bund ieri è sceso di qualche punto, ma si è mantenuto sopra i 480. E la Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico diffuso proprio ieri spiega che “nell’ipotesi che lo spread tra il rendimento del Btp a dieci anni e quello del corrispondente titolo tedesco si mantenga intorno a 450 punti base, il Pil si ridurrebbe, in media d’anno, del 2% nel 2012 e dello 0,2% nel 2013”. «Uno scenario - spiega a ilsussidiario.net l’economista e Vicepresidente della Fondazione Edison, Marco Fortis - influenzato soprattutto dal calo dei consumi interni, che è la vera determinante della diminuzione del Pil. È chiaro che se lo spread dovesse mantenersi per uno o due anni su livelli superiori le cose potrebbero ulteriormente peggiorare».

 

Attualmente, siamo sopra i 450 punti base. Perché secondo lei?

 

Gli elementi cruciali sono le ultime dichiarazioni di Angela Merkel e la decisione della Corte Costituzionale tedesca di rimandare a settembre la decisione sull’Esm. Tutto questo determina incertezza sui mercati, dato che sono stati cancellati in un sol colpo i progressi compiuti negli ultimi vertici europei. I tedeschi parlano tanto di coerenza, ma poi non sono capaci di rispettare i patti. Mi riferisco allo scudo anti-spread, che poteva bloccare l’arrembante attacco della speculazione.

 

Uno strumento, lo scudo anti-spread, su cui l’Italia ha spinto molto.

 

L’Italia non ha chiesto la luna, anzi finora si è impegnata a mettere i soldi per salvare gli altri paesi, e ha chiaramente detto che per il momento non ha bisogno di interventi. Addirittura, nel caso ci fosse lo scudo anti-spread e il nostro Paese intendesse farvi ricorso, il 18% del costo dell’operazione sarebbe a suo carico. Lo scudo anti-spread poteva essere uno strumento verso l’Italia di solidarietà motivata. Molto più dell’aiuto che viene concesso alla Spagna. In Italia non ci sono da salvare banche e non c’è un debito pubblico insostenibile. Bisogna tracciare un solco ben preciso tra Italia e gli altri paesi che hanno richiesto finora aiuto.

 

Tutti puntano però il dito contro il livello del nostro debito pubblico.



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COMMENTI
19/07/2012 - la trappola dell'euro e l'uscita di sicurezza! (antonio petrina)

egr prof. se l'euro per noi è una trappola per cui sarebbe quasi quasi conveniente uscirne, perchè non si studia allora un'uscita di sicurezza restando nell'euro ossia un muro fatto in casa,un redeption fund fatto sulle nostre spalle e patrimonio ( che abbiammo ) e che ci garantisce dalla speculazione ? Infondo anche Einaudi parlava della "fetta " di debito italiano sostenibile ( che oggi appare al 123% insostenibile) e che possiamo ridurre con il nostro lavoro ed i nostri fondamentali, garantiti però dal cosidetto muro antispread fatto in casa!