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SPENDING REVIEW/ Nel decreto tagli che soffocano le imprese non profit

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«Si pensi, per esempio, ai contributi annualmente assegnati alle organizzazioni di volontariato ai sensi dell’articolo 12 della Legge 266/91», spiega Poletto che domanda provocatoriamente: «Saranno forse diverse le associazioni che presentano progetti sperimentali da quelle che hanno rapporti contrattuali con la Pubblica amministrazione? Se fosse così non se ne comprenderebbero molto le ragioni». L’auspicio è che si possa «tenere in debita considerazione il fatto che ormai per non poche organizzazioni del terzo settore sta diventando un’impresa eroica far quadrare i bilanci. E togliere loro anche la possibilità di accedere a entrate di natura diversa potrebbe minare seriamente la possibilità di esistere per molte di esse».

L’ultima considerazione del presidente Cdo-Opere sociali riguarda l’inserimento lavorativo dei cosiddetti “soggetti svantaggiati”, ossia quelle persone che per le più svariate motivazioni fanno fatica a trovare un lavoro: «l’articolo 5 della legge 381/91 prevede procedure di affidamento particolari, in virtù dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati che esse attuano. È di estrema importanza che tali procedure siano salvaguardate anche nel nuovo assetto, e che ciò sia fatto nel modo più esplicito possibile. In un momento in cui tante persone si trovano improvvisamente senza lavoro, le cooperative sociali si stanno dimostrando eccezionali ammortizzatori sociali. È importante che possano continuare a esplicare questa loro funzione».

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