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FINANZA/ Italia fuori dall’euro, una "sorpresa" per Ferragosto?

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La proposta, allora abbozzata, è oggi al centro di documenti che circolano tra le banche centrali e i ministeri economici dell’eurozona. Ad esempio, gli aspetti più strettamente tecnico-economici della proposta sono stati approfonditi in un documento proprio del CESifo dal titolo inequivocabile: “L’eurozona necessita di regole di uscita”. Interessante notare che ne sono co-autori un economista tedesco, Christian Fahrholz dell’Università di Jena, e uno polacco, Cesar Wojcik dell’Università di Varsavia. Difficile pensare che la pubblicazione non abbia avuto almeno un benevolo “nulla osta” nelle capitali della Repubblica Federale e della Polonia.

Il percorso è declinato in dettaglio, sostenendo che in ultima analisi rafforzerebbe euro e (ciò che resterebbe dell’) eurozona. Hal Scott dell’Università di Harvard ha diramato la settimana scorsa un’analisi giuridica molto puntuale (Harvard Public Law Working Paper n. 12-16) su come farlo in modo ineccepibile sotto il profilo del diritto internazionale. Anche uno dei “padri dell’euro”, l’economista belga Paul de Grauwe ha pubblicato un saggio in cui si sottolinea come l’eurozona, nel modo in cui è allestita, porta a oscillazioni degli spread ben superiori a quanto ci si aspetterebbe.

La stessa Banca mondiale (di solito molto cauta nel commentare le faccende europee dato che l’Ue ha ancora il 30% dei diritti di voto e 5 componenti del Consiglio d’amministrazione) ha diramato un Policy Research Working Paper in cui si documenta che l’euro ha aggravato la crisi del debito sovrano in Europa e la recessione di alcuni paesi dell’area. Come se ciò non bastasse, ieri, dall’Università della Svizzera italiana è arrivato un lavoro del loro cattedratico più autorevole di economia monetaria, Alvaro Cencini, in cui, senza mezzi termini, si afferma che all’origine dei mali dell’Italia c’è “una patologia”: il modo in cui è stato allestito l’euro. Senza riforme profonde (non solo dell’Italia ma di come opera l’eurozona), secondo Cencini, non se esce.

Sarebbe puerile pensare che si tratta lavori di studiosi in libertà, che non dialogano fra loro. Il filo rosso che li raccorda è l’ipotesi di Sinn enunciata un anno fa. Allora il problema si sarebbe risolto con un trasloco della Grecia nello Sme 2. Oggi il contagio si è esteso. E non si sa se all’Italia verrà chiesto di non baloccarsi con scudi e scudetti anti-spread ma di essere tra i Paesi che alloggeranno nello Sme 2 sino a quando non si saranno rimessi in ordine. Potrebbe essere la sorpresa di Ferragosto. 



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