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GEOFINANZA/ Usa e Uk, l’ultimo "trucco" delle banche

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Insomma, il concetto di mercato risk-free per Treasuries e Gilts sarebbe, di fatto, il frutto di un’enorme manipolazione a fronte di debiti in sempre maggiore peggioramento, degni dell’appellativo di “periferici”. Per quanto potrà essere sostenuta questa bolla di debito governativo? Quanto possono andare al ribasso in territorio negativo i tassi d’interesse?

Per rendere positiva la politica di bassi tassi sui bonds governativi, occorrerebbe infatti che un’economia in declino - come di fatto sono quelle di Usa e Gran Bretagna - riuscisse ad annullare l’impatto sull’inflazione della creazione di debito e della sua monetizzazione, portando il tasso inflattivo verso lo zero. Possibile? Questo sembra la mission dichiarata della Fed, visto che per utilizzare un po’ di inflazione come kicker della crescita, Bernanke punta a un’inflazione al 2%: al prezzo corrente dei bonds Usa, significa l’obbligatoria continuazione della politica di tassi d’interesse negativi.

Il fatto che la Fed abbia ammesso di essere a conoscenza della manipolazione del Libor fin dal 2008, ci dà una chiara indicazione di come sia stata possibile una collusione ad alto livello per abbattere i tassi e mantenere alti i prezzi dei bonds. Quindi, o i prezzi delle obbligazioni continueranno a salire artificialmente mentre verrà emesso nuovo debito, oppure la bolla sta per esplodere. Ma questa storia i giornali, esattamente come la per la crisi subprime e dei debiti sovrani, ve la racconteranno quando sarà già esplosa.

 

P.S.: Qualche numero per chi ancora crede alla buffonata del salvataggio delle banche spagnole con i famosi 100 miliardi di euro garantiti dall’Ue. I Bonos decennali ieri sono tornati in area 7% di rendimento per una ragione molto semplice: i settori scatenanti la crisi iberica, quello immobiliare e quello bancario, continuano a peggiorare. Nel secondo trimestre di quest’anno il prezzo delle case è crollato al ritmo più veloce dall’inizio dell’intera crisi, mentre i bad loans, i prestiti inesigibili, sono cresciuti per il 14mo mese di fila, come ha confermato la Banca di Spagna. A fronte di tutto questo e della certezza di uno scudo europeo per ricapitalizzare le banche (lo vedo che state ridendo, screanzati), i depositi bancari sono scesi del 5,75% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Insomma, costi del finanziamento sempre più alti e recessione che si protrae, il perfetto circolo vizioso. Sarà per questo che, in un afflato di realismo disperato, il premier Mariano Rajoy ha ammesso che «questo governo non può decidere tra una scelta buona e una cattiva, deve decidere tra una cattiva e una ancora peggiore». Auguri, agosto si avvicina.

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COMMENTI
19/07/2012 - Indici (Alberto Consorteria)

Le obbligazioni delle nostre aziende sono legate alle maledette valutazioni di indici stranieri, per cui ai loro tagli di rating corrisponde automaticamente un aumento del rischio, e quindi un aumento degli interessi da pagare. La vigliaccheria con cui abbiamo accettato queste condizioni per partecipare al mercato è più scandalosa dell'uso manipolativo che in tempi di crisi i titolari di queste valutazioni "oggettive" hanno fatto. Prendiamocela con noi stessi, italiani incapaci di guardare a casa nostra e di tentare cammini politici ed economici originali, piuttosto che con loro.