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J'ACCUSE/ Così la spending review affossa il non profit

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Una incertezza sulla possibilità di effettuare affidamenti diretti paralizzerebbe il sistema, colpendo innanzitutto i lavoratori delle cooperative sociali.

I rapporti che la pubblica amministrazione intrattiene con il mondo del non profit sono territorialmente molto diversificati: si hanno rapporti di accreditamenti e convenzioni, appalti, co-progettazione.

La situazione è molto complessa e in continua evoluzione, nel tentativo di permettere una tenuta a un sistema di welfare che pur necessita di essere riformato nel profondo. In un sistema tanto complesso, ogni riforma deve avere ben chiaro quali siano le sue conseguenze e quali siano i soggetti che si vanno a colpire o, in qualche modo, a compromettere nella propria possibilità di azione.

Un tessuto sociale come quello italiano, seppur così sofferente, è frutto di secoli di storia ed è il nostro tesoro. Faccio fatica ad immaginare un’autentica ripresa senza il coinvolgimento di queste forze vive, capaci di sacrificio e inventiva; ma soprattutto dotate di una inossidabile tenacia nel costruire spazi di umanità.

Bisogna trovare il modo affinché tutte queste realtà siano più conosciute, in modo che le azioni politiche possano tenere presente e ben custodire i gioielli che hanno ricevuto in eredità. E bisogna desiderare di conoscerle.

Dal canto loro, molte associazioni, fondazioni e cooperative sociali sono desiderose di essere non solo conosciute, ma anche valutate, affinché il loro contributo al bene di tutti possa essere rappresentato nel modo più oggettivo possibile. Non si tratta di chiedere favori, ma che sia riconosciuto un valore. Per la costruzione di quel bene comune che ci sta a cuore.

 



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