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RISCHIO DEFAULT/ Passali: la colpa è dell’euro, non dei siciliani

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La cosa veramente preoccupante è che questo tipo di domande sono totalmente assenti nel dibattito politico ed economico pubblico. Di fatto siamo di fronte ad un esempio tipico di rimozione del problema. Come mai avviene questo? In effetti questo avviene non per una semplice dimenticanza, ma per una impostazione ideologica ben precisa, quella impostazione secondo la quale la moneta è uno strumento “neutro” rispetto allo sviluppo dell'economia. Ma questo è un pregiudizio bello e buono, non suffragato da alcun fatto (anzi, volendo approfondire l'argomento da un punto di vista storico e scientifico, dovrebbero sorgere moltissimi dubbi).

 

Al contrario, la moneta deve essere considerata come sorgente di valore: in altre parole, oltre a essere “strumento di misura” del valore, nel momento in cui tale moneta “funziona”, proprio per la sua capacità di “funzionare”, la moneta “ha valore”. Ma allora, quanto “vale” la moneta? E se la moneta è lo strumento di misurazione del valore, come misureremo il “valore della moneta”? Posta la questione, è chiaro che una risposta scientifica, univoca per tutte le situazioni non può esistere. Ma un inizio di risposta decisivo viene proprio dall'affermazione del principio di sussidiarietà: ciò che può essere fatto localmente, non deve essere imposto centralmente. E da qeusto punto di vista, né Roma, né Milano, né tantomeno Bruxelles (o Berlino) sono in grado di rispondere alla domanda “quanto vale la moneta” in terra siciliana, rispetto all'economia siciliana.



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COMMENTI
19/07/2012 - € colpevole sì ma Sicilia inescusabile (Carlo Cerofolini)

Premesso che gli sprechi di denaro pubblico che ci sono stati e ci sono in Sicilia non sono giustificabili e gridano vendetta, è indubbio che l'avvento dell'euro - con il cambio impossibile, fatto colpevolmente da Prodi, con le regole iugulatorie imposteci e da noi supinamente subite dalla Ue e con una Bce può stampare moneta - sta portando alla rovina non una regione ma tutta l'Italia.