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SPENDING REVIEW/ Borgonovi (Bocconi): sanità, dai prof una "cura" che piace solo ai mercati

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Non vorrei che interventi del genere siano rivolti maggiormente a tranquillizzare i mercati finanziari che gli stessi cittadini. Ho molti dubbi sul fatto che un sistema del genere possa reggere non solo nel lungo periodo, ma anche nel medio. Per quanto mi riguarda avrei quindi immesso nel sistema non tutta una serie di vincoli derivanti dalla spending review, ma ad esempio un meccanismo basato sull’individuazione dei risparmi e il successivo reinvestimento di questi all’interno dello stesso sistema. In questo modo credo si potrebbero spingere maggiormente regioni e aziende ospedaliere a un evidente risparmio e responsabilità, facendo scattare un meccanismo in cui lo sviluppo è strettamente legato al risparmio.

 

Crede quindi che le misure del governo potranno rivelarsi pericolose?

La sanità è un settore molto promettente in tema di sviluppo. Se ci pensiamo, i servizi di tutela della salute sono ad elevata intensità di occupazione, di ricerca, di innovazione e di conoscenze. I settori collegati alla sanità, sia farmaceutico che biomedicale, sono a loro volta settori con uguali importanti caratteristiche. Ecco perché è necessario tagliare, ma anche reinvestire, attraverso un intervento che lancerebbe un messaggio senza dubbio diverso da quello che sta comunicando ora il governo, certamente molto meno motivante e stimolante.

 

(Claudio Perlini)

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