BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

DEFAULT SICILIA/ Antonini: è colpa del Titolo V della Costituzione...

FotoliaFotolia

Si possono trarre allora alcune conclusioni. La prima è che quel federalismo incompiuto ha fornito una pessima prova in gran parte del Mezzogiorno. I fatti di Terzigno di qualche tempo fa, i dati sulle case fantasma (nella Provincia di Salerno ammontano a 93.389 unità mentre a Belluno sono 3.616), le denunce degli ispettori del Tesoro sui conti della sanità campana, i dati sull’inutilizzo dei fondi Fas, sono tutti episodi che dimostrano quanto ormai l’Italia viaggi a due velocità. In un sistema caratterizzato da questo dualismo si dovrebbe allora ulteriormente concludere che è opportuno capovolgere quella logica dell’uniformità che per decenni ha guidato in modo fallimentare il nostro regionalismo. In forza di quella logica al Veneto è stato accordato solo il livello di autonomia ipotizzabile per la Campania. La prospettiva era quella di realizzare servizi uguali in tutto il Paese. L’eguaglianza non è stata raggiunta, il dualismo è aumentato e ciò che si è ottenuto è stato di bloccare, a danno di tutti, le possibilità di sviluppo di alcune regioni virtuose.

L’ideologia dell’uniformità (che Paesi come Germania, Austria, Spagna e altri hanno sostituito da tempo con forme di federalismo differenziato) è oggi sicuramente un costo: mantenere in regioni virtuose strutture e controlli statali ad alto tasso di burocrazia, ne rallenta il sistema economico e sociale, produce un inutile costo diretto e un perverso costo indiretto. Si tratta di funzioni e controlli che possono essere regionalizzati, come sta avvenendo in alcune regioni speciali (ad esempio Trento in materia di università). Al contrario la presenza e i controlli statali vanno decisamente potenziati in altre Regioni, dove proprio la loro mancanza produce costi enormi.

In quest’ottica si tratta di introdurre un federalismo differenziato in senso meritocratico, legato alla dimostrazione di alcuni indici di efficienza. Le Regioni virtuose, che anche nel Sud non mancano, hanno titolo a partire per prime, potendo diventare un modello per le altre. La logica della differenziazione in base ad indici di adeguatezza è l’essenza specifica del principio di differenziazione dell’articolo 118 della Costituzione, per le funzioni amministrative e dell’articolo 116 per quelle legislative. Peccato che entrambi questi articoli della Costituzione, introdotti con la riforma del 2001, dopo più di dieci anni, siano rimasti entrambi lettera morta. Forse è il momento di ripensarci.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
25/07/2012 - question time pomeridano del 25 luglio (antonio petrina)

Al question time pomeridiano del 25 luglio all'interpellante on Simonetti che chiedeva spiegazioni sui 400 milioni promessi alla regine sicilia ,il min Giarda candidamente risponde rassegnato che controlli sia nel merito e sia nella forma di tale e future somme alla regione sicilia da parte del governo non possono essere fatti per disposto delle prerogative costituzionali dello Statuto della regione sicilia!Quindi chi ha dato ha dato e scurdamnone do passato! Un buon viatico per il futuro governo regionale,ma un monito per le restanti regioni a pretendere una revisione del Patto di stabilità interno su base regionale!

 
25/07/2012 - sicilia metafora dei mali della pianta storta (antonio petrina)

egr prof effettivamente la Sicilia è metafora dei mali dell'albero storto della finanza allargata e del regime precedente, il cui trapasso con il federalismo fiscale è mancato nel passato governo e fatica ,dopo tutti i conteggi Sose, a trapassare nel nuovo regime di contabilità e siccome i guasti ( eccesso di personale ) sono l'eredità del prossimo governo che verrà ad ottobre, la via d'uscita per le regioni virtuose semnra essere non il federalismo differenziato inattuato,nensì la ridefinizione dell'iniquo patto di stabilità interno in modo da regionalizzarlo , consentendo per questa via alla regioni virtuose di autorizzare la spesa, a saldi invariati ,per gli enti soggetti e non ( per tutti dal 2013!) della proprio regione ,in modo da pagare almeno i residui passivi cioè i crediti dei propri fornitori ed imprese per lavori fatti !