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FINANZA/ Spread e debito, c’è una via d’uscita

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Il guaio è che, negli anni Novanta, l’economia reale poteva contare sulla valvola di sfogo della svalutazione, l’ossigeno su cui hanno prosperato le Pmi. Intanto, dopo la sberla del ’92, i politici promettevano quelle riforme di struttura che avrebbero dovuto consentire al Paese di affrontare l’Unione europea (e il cambio fisso) alla pari degli altri. Il risultato è noto: le riforme di struttura non ci sono state. I benefici dell’euro sono stai ingoiati da caste e da evasori fiscali sempre più voraci a danno di chi oggi è chiamato a pagare l’inefficienza altrui.

Lo stesso Olivier Blanchard sottolinea che il vero problema italiano non sta nello spread o nel taglio del debito. No, il vero problema sta nella produttività, che continua a peggiorare nei confronti dei partners del Nord per una somma di motivi, a partire dalle riforme mancate all’inefficienza diffusa che ha fatto perdere all’Italia più di venti posizioni nella classifica della libertà economica, quella che colpevolmente Giulio Tremonti trattò con la sua abituale sufficienza.

Che fare? Tra le ricette merita uno sguardo quella adottata dal Belgio, Paese con un debito pubblico qualche anno fa superiore all’Italia e che oggi, con un rapporto debito/Pil sotto il 100%, presta quattrini a tassi negativi. La ricetta è semplice: non far aumentare le spese più dell’inflazione, aumentare le entrate in linea con il Pil. Niente di più, niente di meno. Anche perché Bruxelles è stata per lunghi tratti senza guida politica, visto lo scontro feroce tra valloni, fiamminghi e minoranze varie. Ma forse l’assenza di maggioranza politica può essere un grande vantaggio. Anche se, ahimè, da noi i tempi stringono. E la recessione rende tutto più difficile.

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COMMENTI
20/07/2012 - la ricetta belga e quella italiana (antonio petrina)

Egr dr ,la ricetta belga implica un aumento della tasse ( come per i redditi in belgio è avvenuto) ed in Itala (haimè :vedi IL Sole 24 ore del 20 luglio) ) siamo al 55% e forse più! Quindi la via italiana è quella approvata con la ratifica dell'integrazione al Trattato UE con il MES / vedi seduta senato 12 luglio / con un particolare: la Germania solo a settembre ,dopo la sentenza della c costituzionale, forse darà il via libera al muto anti spread con utilizzo dei fondi europei ,quindi prima di allora ci sono le altre vendite di Bot di agosto e la speculazione agostana : non sarebbe allora il caso di costruire in casa il cd muro antispread , dal momento come dice il prof Fortis, citato nella suddetta seduta del senato, che abbiamo un differenziale di circa 8 punti a ns favore, rispetto al patrimonio di tutti i paesi UE? I lavori per casa al ns Premier non mancano !