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FINANZA/ Spread e debito, c’è una via d’uscita

Pubblicazione:venerdì 20 luglio 2012

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Per chi considera i mercati una bussola che non sbaglia (quasi) mai, l’andamento della finanza globale alla vigilia dell’Eurogruppo rappresenta un enigma di difficile soluzione. A chi credere? Alle Borse che sembrano pronte a colmare il divario che le separa dall’inizio dell’anno? Certo, Piazza Affari accusa ancora un calo del 9% circa rispetto a San Silvestro. In Spagna il gap è addirittura del 22%. Ma, per il resto, le cose non sembrano andare poi così male. La Germania ha recuperato i livelli di maggio, così come la Francia. Wall Street veleggia in terreno positivo.

Più che i fondamentali dell’economia, sembrano contare in questo caso gli umori della piazza finanziaria. Non più tardi di 15-20 giorni fa la notizia di un forte incremento dei prezzi all’asta dei titoli spagnoli avrebbe provocato catastrofi e pestilenze in Borsa, a partire dai titoli bancari. Al contrario, ieri l’impatto negativo è stato assorbito senza troppi problemi. Anche grazie alla voce che i Big d’Europa hanno trovato una sorta di compromesso per l’utilizzo del fondo Efsf.

In sostanza, il memorandum di intesa messo a punto dagli sherpa prevede che Madrid possa usare parte dei soldi già stanziati (100 miliardi) non solo per il risanamento delle banche, ma, a determinate condizioni, per un intervento del fondo salva Stati Efsf sui mercati in funzione antispread. Per averne licenza ci vorrà una lettera all’Eurogruippo che deciderà “in legame con la Bce e, se richiesto, con il Fmi”. Potrebbe essere la quadra per mettere in moto un ombrello anti-spread in vista dell’estate. Non solo per Madrid ovviamente. Anche se, a prender per buone le indicazioni delle Borse, i mercati sono meno pessimisti dei politici.

In fin dei conti, in questi giorni hanno assorbito senza grossi traumi le sortite delle agenzie di rating, il mancato QE3 da parte della Federal Reserve, l’assenza di notizie espansive di rilievo da Pechino. Non solo. Nonostante buona parte delle trimestrali Usa segnali risultati peggiori di un anno fa, i titoli salgono perché i conti sono comunque migliori delle previsioni. C’è da fidarsi? In tempi così perigliosi, quando emerge che il Libor era soggetto a costanti manipolazioni e i giudizi delle agenzie di rating perdono di credito, anche gli analisti vanno seguiti con prudenza. Con una certa malizia, il New York Times ha segnalato in settimana che da tempo le grandi case di investimento ricevono dai principali studi di analisi finanziaria notizia delle variazioni di giudizio (da “vendi” a “compra” o viceversa) con un vantaggio di ore sul mercato.


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COMMENTI
20/07/2012 - la ricetta belga e quella italiana (antonio petrina)

Egr dr ,la ricetta belga implica un aumento della tasse ( come per i redditi in belgio è avvenuto) ed in Itala (haimè :vedi IL Sole 24 ore del 20 luglio) ) siamo al 55% e forse più! Quindi la via italiana è quella approvata con la ratifica dell'integrazione al Trattato UE con il MES / vedi seduta senato 12 luglio / con un particolare: la Germania solo a settembre ,dopo la sentenza della c costituzionale, forse darà il via libera al muto anti spread con utilizzo dei fondi europei ,quindi prima di allora ci sono le altre vendite di Bot di agosto e la speculazione agostana : non sarebbe allora il caso di costruire in casa il cd muro antispread , dal momento come dice il prof Fortis, citato nella suddetta seduta del senato, che abbiamo un differenziale di circa 8 punti a ns favore, rispetto al patrimonio di tutti i paesi UE? I lavori per casa al ns Premier non mancano !