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Economia e Finanza

FISCO RECORD/ Arrigo: prendiamocela con lo Stato non con gli evasori

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E’ un ragionamento che non sta in piedi. Mettiamo il caso che lei vada al ristorante con un gruppo di amici e che, alla fine della cena, il ristoratore si sbagli, addebitando sul vostro scontrino anche la cena dei clienti che si sono seduti al tavolo prima di voi. Cosa ci aspetteremmo?

 

Che correggesse il conto…

 

Esatto. Se per caso il ristoratore non accettasse di correggerlo, come minimo, cambieremmo ristorante. Ecco: analogamente, non è accettabile che lo Stato, siccome ci sono gli evasori, faccia pagare alla gente onesta anche la loro quota.

 

Quindi?

 

Che si perseguano i trasgressori e si faccia pagare agli altri il giusto. Anche perché la logica sin qui adottata rappresenta un incentivo all’evasione. Se ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare al posto degli evasori, essi continueranno a evadere. Nel momento in cui i cittadini non accettassero più di essere tartassati, allora sì che il fisco andrebbe a stanarli. Cosa che, attualmente, al di là di blitz mediatici dalla dubbia utilità, non sta facendo.

 

No?

 

Guardi, il fisco conosce ogni nostra mossa, le nostre spese, i nostri trasferimenti in denaro, e dispone di tanti e tali dati, e di strumenti per incrociarli, che non è pensabile che ancora esista un problema del genere.

 

Eppure, esiste…

 

Il fatto è che, da un lato, in passato, sono stati lasciati aperti dei varchi nelle maglie fiscali. Volutamente. E, a oggi, non esiste la volontà di chiuderli. Mi riferisco a tutte quelle categorie cui è ancora consentito di non emettere ricevute fiscali. Categorie che, nel momento in cui si era legiferato in loro favore, erano vicine ai politici di turno. Dall’altro, esiste una forma di evasione estremamente sofisticata, ammantata di legalità e compiuta da chi dispone, in genere, di grandi capitali e strumenti finanziari adeguati. E’ molto più difficile da stanare e combattere, ma non impossibile.

 

Cosa suggerisce?

 

Trattati che impongano, ai Paesi il cui fisco è benevolo con coloro che fanno affluire capitali, di fungere essi stessi da sostituto d’imposta. Non si capisce, ad esempio, perché non abbiamo fatto, come altri Paesi, il concordato fiscale con la Svizzera, né perché abbiamo varato un condono fiscale concedendo in regalo un’aliquota del solo 5%.

 

Già, perché?