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Economia e Finanza

SPENDING REVIEW/ E quell'attacco alla sussidiarietà...

Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

L’art. 4 prevede poi, ai commi 7 e 8, due disposizioni che stabiliscono che, per evitare le distorsioni della concorrenza e del mercato, dal 1° gennaio 2014, le pubbliche amministrazioni acquisiscono sul mercato i beni e servizi strumentali alla propria attività mediante le procedure concorrenziali previste dal Codice dei contratti pubblici (comma 7). Si prevede poi che dal 1° gennaio 2014 l’affidamento diretto per valore pari o inferiore a 200.000 euro annui può avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico (comma 8), quindi in questo caso la tanto richiamata concorrenza e liberalizzazione dei servizi, di fatto viene aggirata poiché da un lato si impediscono i rapporti di natura convenzionale tra Amministrazioni pubbliche e formazioni sociali, dall’altro si perpetua il meccanismo dell’affidamento diretto alle società di emanazione pubblica dove notoriamente si sono annidati sprechi e clientele ampliamente documentate.

La disposizione sopra richiamata, apparentemente coerente con l’impianto generale introdotto dal Codice dei Contratti pubblici, rischia - laddove interpretata letteralmente - di determinare effetti abnormi e incoerenti con altri principi dell’ordinamento generale. Il riferimento è, per esser chiari, alle vigenti discipline speciali previste dal legislatore statale a tutela e promozione di valori e interessi, di rango costituzionale, parimenti rilevanti.

Entrando più in profondità su aspetti che riguardano il mondo delle cooperative sociali, le nuove previsioni normative travolgono l’art. 5 comma 1 della legge 381 del 1991 ove si prevede la possibilità per le amministrazioni pubbliche anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, di stipulare sotto soglia convenzioni con le cooperative sociali di inserimento lavorativo per creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.

Tale normativa, fiore all’occhiello nel panorama mondiale, rischia di essere scardinata con la conseguenza che le amministrazioni pubbliche che hanno in carico le persone svantaggiate non avranno la possibilità di azionare uno strumento trasparente per l’affidamento di servizi che danno la doppia finalità (servizio ed inserimento lavorativo), al contempo le nuove procedure produrranno appesantimenti e rallentamenti, con conseguente incremento dei costi della p.a., burocratizzazione dei percorsi per la presa in carico delle persone in difficoltà.