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SPENDING REVIEW/ E quell'attacco alla sussidiarietà...

Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto) Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

L’operazione poi si completa con la beffa che fa salvi gli affidamenti alle società “in house” (troppo spesso poco efficienti nell’erogare servizi e con scarsa attitudine imprenditoriale) crea una sperequazione tra servizi gestibili in affidamento diretto dalle società di emanazione pubblica e quelli che ora non possono essere più gestiti in affidamento diretto dalla cooperazione sociale. Ma anche tutto il mondo del terzo settore viene di fatto annullato nella relazione di specialità con il settore pubblico.

Siamo convinti che sia arrivato il momento che questo Governo dimostri al Paese che la sua azione non può solo rassicurare i mercati finanziari, ma deve in primo luogo essere accettata dai cittadini. Garantire sviluppo, in un quadro di risparmi equamente ripartiti. Le banche ricevono continuamente risorse. E al terzo settore, ai servizi sociali vengono tolte. Quest’anno l’ammontare del fondo nazionale per le politiche sociali che serve a garantire i servizi essenziali ammonterà a pochi milioni di euro, pare 11 milioni da ripartire tra le 20 Regioni.

Questo non basta? Noi del terzo settore produttivo siamo pronti a fare la nostra parte sul piano del risparmio, della ricerca di soluzioni per rendere più efficace ed efficiente la spesa, per dare il nostro contributo alla crescita. Ma non che ci siano tolti gli strumenti per portare avanti la nostra azione di coesione sociale. Al Governo chiediamo di rendersi contro che esiste ed è rilevante l’apporto che l’universo delle realtà dell’economia sociale alla tenuta del Paese e della sua economia complessiva, pubblica e privata.

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