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BORSE A PICCO/ Giannino: ecco perché i mercati non credono più all’Italia

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Per esempio, l'Italia potrebbe essere oggetto «di un meccanismo obbligatorio coattivo, attraverso un impegno preso con la troika, per abbattere il debito pubblico. Una sorta di Redemption Fund, di cui si parla anche in Europa, ma fatto ad hoc per l’Italia, attraverso cui titoli di stato per diverse decine di punti di debito pubblico verebbero messi in un fondo in cambio di una garanzia, per tutto il numero di anni necessario, che deve coprire non solo il pagamento degli interessi dei titoli in questione, ma anche la riduzione stessa del debito che rappresentano.Una parte del gettito fiscale andrebbe quindi bloccato e usato in via preferenziale per questo scopo». Inoltre, come ha spiegato la settimana scorsa l’istituto economico tedesco Diw, con ogni probabilità potrebbe venire imposto anche un prestito forzoso, una sorta di patrimoniale travestita che devono versare gli italiani oltre una certa soglia di ricchezza: «Faccio presente - commenta poi Giannino - che la soglia proposta dal Diw tedesco, di 230-250 mila euro, coinvolge circa il 60% degli italiani perché viene tenuto conto anche dei beni immobili al valore di mercato».

In conclusione, Giannino definisce tale scenario certamente poco rassicurante: «Oltre il fatto che in molti preferiscono continuare a non parlarne, capisco che la politica ribadisca l’estraneità del nostro Paese, dicendo che la colpa è soprattutto degli speculatori, ma di fatto sono 20 anni che promettiamo di ridurre il debito pubblico gradualmente. Siamo andati in avanzo primario - conclude - perché per 10 anni abbiamo sprecato sette punti di Pil di minore interesse sul debito pubblico assicuratici dai bassi tassi dell’euro, mentre abbiamo innalzato la spesa e le tasse. Vogliamo dare torto ai mercati che insistono a non crederci? Io, francamente, non me la sento».

 

(Claudio Perlini)         

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COMMENTI
21/07/2012 - crisi italia (delfini paolo)

Economia reale e politica devono pero' riacquistare la legittima indipendenza e tornare ad essere delle priorita' rispetto alla finanza, non si puo' vivere in funzione dei "mercati", altrimenti coloro che parlano di dittatura finanziaria hanno perfettamente ragione.Bisogna combattere quindi quell'assurdo progetto che e' il nuovo ordine mondiale.

 
21/07/2012 - Salvare Italia x salvare euro 1 Virgilio cercasi (Carlo Cerofolini)

Tutto chiaro, però, per riuscire a salvarci, occorre agire in maniera opposta a quella degli ultimi 40 anni e pure da Monti, con il risultato di avere sempre più oppressione fiscale e sempre più spesa pubblica, sprechi e debito pubblico ed economia in crisi, ovvero occorre: 1) portare al 35% in 3 anni la pressione fiscale e la spesa pubblica e così rilanciare l'economia, far aumentare in breve le entrate dello stato e abbattere debito pubblico, sprechi e evasione fiscale (non più conveniente); 2) prendere le risorse per lo start up iniziale, poi il sistema si autoalimenta, da: a) un condono tombale sia fiscale sia - pur cum grano salis - edilizio; b) imposizione fiscale sui capitali italiani portati illegalmente in Svizzera. Nazione con cui fare un accordo, come già fatto da Germania UK, ecc.in tal senso; c)vendita di società e beni immobili non strategici; 3) strutturare la nostra Cdp come quella tedesca - dove i teutonici hanno "inguattato" ben il 17% del loro debito pubblico che, a norma di Eurostat, non figura ufficialmente - e con quest'accorgimento abbassare il nostro debito pubblico e pagare pure i 100 miliardi che le nostre imprese avanzano dalla pubblica amministrazione; 4) far sì - se poi si vuole essere in una botte di ferro - che la Bce possa battere moneta come tutte le banche centrali. Solo così - a mio avviso - si salva prima l'Italia e poi anche l'euro. Quindi, per dirla con Dante, AAA cercasi disperatamente un Virgilio che "torni a farci riveder le stelle".

 
21/07/2012 - Prima della patrimoniale... (Giuseppe Crippa)

Innanzi tutto un grazie a Giannino (ed a Perlini): le sue spiegazioni sono sempre molto chiare e dirette. Però prima di arrivare al prestito forzoso (cioè alla “patrimoniale mascherata”) suggerirei una campagna pubblicitaria, a cura del Governo, finalizzata ad incoraggiare le famiglie ad investire nel debito pubblico italiano, come si faceva una volta e come fanno tuttora i giapponesi. Con questo spread le quotazioni dei titoli sul mercato secondario sono così basse che consentono di avere interessi superiori all’inflazione ed eventualmente anche un guadagno in conto capitale, il tutto a rischio (quasi) zero, perché “l’Italia è troppo grande per fallire”. Qualche pagina di quotidiano con dati precisi di questo tipo, dati che le banche ti nascondono per promuovere invece prodotti sui quali possono guadagnare molto di più, potrebbe servire…