BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Borghi Aquilini: no a un altro ’92, dobbiamo uscire dall’euro

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Sono soluzioni che non arrivano minimamente vicine a toccare la radice del problema: gli investitori vogliono essere garantiti. Vogliono essere certi che se prestano soldi a uno Stato gli verranno restituiti. Prenda l’Inghilterra, per esempio, che non ha certo problemi economici secondari rispetto alla Spagna perché il suo primo settore (quello finanziario) è in crisi. Se uno compra titoli del debito inglesi non ha dubbi che gli vengano restituiti. Magari ci sarà un po’ di inflazione certo, ma i titoli sono restituiti. Quello che un investitore non vuole è che la restituzione dei suoi risparmi dipenda da questi incontri “carbonari” dove si pongono delle condizioni che non si sa se poi verranno votate e rispettate.

 

Cosa ne pensa di queste continue riunioni: prima l’Ecofin, poi il Consiglio, poi l’Eurogruppo…

 

La verità è che di riunione in riunione si continua a non decidere niente. È come l’anno scorso con il salvataggio della Grecia: se uno guardava i media, usciti dall’eurovertice sembrava un trionfo, ma poi non si è risolto nulla. Io credo che l’emorragia sui titoli di stato nell’area euro si può fermare solo ed esclusivamente con un intervento della Bce. Tutto il resto sono cose destinate per loro stessa natura a fallire.

 

Addirittura?


Tutti i soldi stanziati per salvare prima la Grecia, poi Irlanda e Portogallo, e ora la Spagna sono soldi che servono al massimo per salvare qualche creditore privilegiato prima di alzare bandiera bianca.

 

Cosa intende?


È logico che se si dà tempo alla Grecia, o alla Spagna, di rimborsare qualche titolo, si dà tempo a qualche creditore di incassare ciò che ha speso. Nel caso della Grecia erano segnatamente banche francesi e tedesche. In questo caso siamo in una situazione simile. Solo le banche italiane hanno avuto esposizioni largamente domestiche. Gli “investimentoni” nei paesi cosidetti “Piigs” non sono mai stati fatti dal nostro settore finanziario. Gli investimenti spericolati o il credito concesso in maniera larga per finanziare le bolle immobliari spagnole o irlandesi o greche sono sempre state prerogativa di banche non italiane. E ora si ripeterà quanto successo con la Grecia.

 

Solo che lo spread questa volta è schizzato immediatamente…

 

Perché la gente, quando si ripete la stessa storia, ci mette meno tempo a capire.

 

Che scenario vede da qui a un anno?

 

C’è spazio per un’altra mossa disperata di salvataggio in extremis della Bce che si inventerà un “Ltro bis” o qualcosa di simile. Tutti hanno paura a vedere la fine del mondo con i propri occhi. Ma poi si alzerà bandiera bianca e ognuno tornerà alla propria valuta.

 

Secondo lei, qual è la vera via d'uscita a questa situazione?

 

Al momento attuale l’unica soluzione percorribile, dal mio punto di vista, è quella di una garanzia assoluta e totale sui titoli del debito da parte della Bce. Come avviene in tutti gli altri paesi del mondo. Si chiama quantitative easing. Vale a dire che la Bce dovrebbe decidere di ricomprarsi tutti i titoli che la Spagna vuole vendere. Solo così gli spread si possono annullare perché la Bce ha “potenza di fuoco” infinita: essendo lei stessa la base dell’Unione monetaria può ricomprarsi tutti i titoli che vuole.

 

Ma rischierebbe di creare inflazione…


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/07/2012 - Perché la Bce non stampa moneta? (Carlo Cerofolini)

Articolo chiaro ed illuminante, però a questo punto sorge spontanea una domanda: se la soluzione dei guai dell'euro è avere la Bce in grado di stampare moneta, come la Fed Usa e altre banche centrali, e se la controindicazione è solo un'inflazione modesta perché quest'operazione non viene fatta? Forse perché prima, soprattutto la Germania, vuole comprare tutti i nostri asset pregiati a prezzi di realizzo e desertificare la nostra economia, in modo che dopo non saremo più suoi concorrenti sulla scena mondiale? Se così fosse allora Monti è per caso il liquidatore fallimentare fino ad esaurimento scorte? O no? Attendo lumi.

 
21/07/2012 - Inflazione (Giuseppe Crippa)

Mi sembra che sostanzialmente il prof. Borghi Aquilini sostenga che i mercati sarebbero soddisfatti se fossero certi che i loro soldi una volta prestati agli Stati venissero restituiti alle date stabilite, non importa se col valore della carta straccia. Non mi sorprende che qualche lettore giudichi ottima questa tesi.

 
21/07/2012 - Rimane un perchè (Mariano Belli)

Ottimo articolo, che spiega la situazione con eccezionale chiarezza. Ma allora perchè al governo abbiamo Mario Monti piuttosto che professori come questo che hanno compreso in modo inoppugnabile che tipo di politica andava fatta? I casi sono 2 : o Mario Monti è una specie di scienziato pazzo il cui unico fine nella vita è far vivere il mostro che ha contribuito a costruire, oppure è là con un'agenda ben precisa scritta da qualcuno all'estero, e che probabilmente non coincide con il bene e gli interessi del popolo italiano. In ognuno dei 2 casi, il popolo italiano saprà fare giustizia (anche se è piuttosto tardo a capire...)