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FINANZA/ Borghi Aquilini: no a un altro ’92, dobbiamo uscire dall’euro

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L’Eurogruppo ha approvato in via definitiva il programma di aiuti per ricapitalizzare le banche spagnole, che prevede una disponibilità fino a 100 miliardi di euro, di cui 30 miliardi disponibili già entro fine luglio. Una decisione che non è pero servita a placare lo spread tra i rendimenti dei Bonos decennali e i Bund tedeschi (schizzato oltre i 600 punti base) e che ha portato lo spread dell'Italia a quota 500. Ilsussidiario.net ha chiesto a Claudio Borghi, docente di Economia degli intermediari finanziari, di aiutarci a capire quel che è successo ieri e se questo "venerdì nero" resterà un caso isolato o sarà l'inizio di una nuova fase critica.

 

All’annuncio dell’approvazione da parte dell’Eurogruppo del piano per la ricapitalizzazione delle banche spagnole, lo spread spagnolo è schizzato oltre i 600 punti base e le borse hanno cominciato a precipitare. Non proprio quello che ci si aspettava. C’è qualcosa che non va nei mercati?

  

No, assolutamente. Anzi, di per sé è una non notizia. L’unica cosa che sorprende sono le modalità con cui l’Eurogruppo ha approvato il piano, vale a dire: il fatto di scoprire che, con largo anticipo, il governo spagnolo aveva già trattato le condizioni per avere l’aiuto estero, salvo poi esplicitarle solo nel giorno in cui Mariano Rajoy ha annunciato la manovra da 60 miliardi di tagli in due anni. Personalmente trovo poco trasparente e oltraggioso il modo con cui vengono condotte queste trattative.

 

Ma almeno è stato raggiunto un buon accordo?

 

No, perché in realtà il sistema nasconde una grossa debolezza: ci stanno dicendo che per salvare le banche spagnole ci vogliono 100 miliardi di euro e che, con il residuo di questi 100 miliardi, si potranno anche comprare dei titoli di stato spagnoli. Certificando una situazione di fatto: la Spagna è “alla canna del gas”, incapace di finanziarsi.

 

Ci spieghi meglio.

 

C’è il buco da debito privato (quello delle banche), che è dovuto alla bolla immobiliare. Ma questo debito non può essere collocato in un fondo da rilevare interamente con soldi del bilancio statale perché la Spagna non può emettere altro debito pubblico per via degli impegni presi sul deficit. E con livelli così elevati dello spread nessuno compra i titoli di stato che la Spagna prova a emettere.

 

Così si è giunti alla decisione di ricapitalizzare le banche con 100 miliardi di euro.

 

Ma questi 100 miliardi si aggiungono al debito pubblico spagnolo! Il prestito è al governo che a sua volta ricapitalizzerà le banche.

 

E dove sta il problema?

 

 

Vuol dire che il debito pubblico spagnolo aumenterà. Sempre di prestiti si parla. Non è che la Spagna riceve dei soldi a fondo perduto. Mentre se si volesse ripianare il debito pubblico spagnolo occorrerebbe un assegno. Cioè dei soldi da dare a fondo perduto alla Spagna. Facendo così aumenterà solo l’indebitamento.

 

Questa soluzione dunque non le è piaciuta…



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COMMENTI
21/07/2012 - Perché la Bce non stampa moneta? (Carlo Cerofolini)

Articolo chiaro ed illuminante, però a questo punto sorge spontanea una domanda: se la soluzione dei guai dell'euro è avere la Bce in grado di stampare moneta, come la Fed Usa e altre banche centrali, e se la controindicazione è solo un'inflazione modesta perché quest'operazione non viene fatta? Forse perché prima, soprattutto la Germania, vuole comprare tutti i nostri asset pregiati a prezzi di realizzo e desertificare la nostra economia, in modo che dopo non saremo più suoi concorrenti sulla scena mondiale? Se così fosse allora Monti è per caso il liquidatore fallimentare fino ad esaurimento scorte? O no? Attendo lumi.

 
21/07/2012 - Inflazione (Giuseppe Crippa)

Mi sembra che sostanzialmente il prof. Borghi Aquilini sostenga che i mercati sarebbero soddisfatti se fossero certi che i loro soldi una volta prestati agli Stati venissero restituiti alle date stabilite, non importa se col valore della carta straccia. Non mi sorprende che qualche lettore giudichi ottima questa tesi.

 
21/07/2012 - Rimane un perchè (Mariano Belli)

Ottimo articolo, che spiega la situazione con eccezionale chiarezza. Ma allora perchè al governo abbiamo Mario Monti piuttosto che professori come questo che hanno compreso in modo inoppugnabile che tipo di politica andava fatta? I casi sono 2 : o Mario Monti è una specie di scienziato pazzo il cui unico fine nella vita è far vivere il mostro che ha contribuito a costruire, oppure è là con un'agenda ben precisa scritta da qualcuno all'estero, e che probabilmente non coincide con il bene e gli interessi del popolo italiano. In ognuno dei 2 casi, il popolo italiano saprà fare giustizia (anche se è piuttosto tardo a capire...)