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SPENDING REVIEW/ Ecco l'elenco delle nuove province, saranno 43

Bando ai localismi: Pisa si unirà a Livorno e Latina a Frosinone. Arrivano le noenate "Tuscia e Sabinia", "Le province d ponente", "La provincia romagnola " e la culinaria "La provincia Igp"

La Torre di Pisa (Infophoto) La Torre di Pisa (Infophoto)

Un taglio netto per le province italiane che passeranno da 107 a 43. Il governo durante il Consiglio dei Ministri di ieri ha fissato i criteri che definiscono il nuovo assetto delle province italiane. Delle attuali 107 una sessantina saranno costrette ad accorparsi. Le nuove regole parlano chiaro: le nuove province non potranno avere meno di 350 mila abitanti e la loro estensione territoriale non dovrà essere inferiore a 2.500 chilometri quadrati. Inoltre nelle città più grandi, a partire da Roma, le attuali province entro la fine del 2013 saranno sostituite da nuovi enti che andranno sotto il nome di “città metropolitane”. Cartina alla mano, il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha annunciato che “L'esito generale della riorganizzazione potrà portare a un numero, con qualche approssimazione, di 40 Province e 10 Città metropolitane”. Andiamo, dunque, a vedere quali saranno le nuove province accorpando quelle esistenti. In Toscana, ad esempio, non mancano problemi e polemiche: Firenze è la sola provincia che rispetta i criteri imposti dall'esecutivo ma diventerà, nel 2014, città metropolitana. Le storiche “rivali” Pisa e Livorno dovranno farsene una ragione e unirsi così come Siena ed Arezzo. Le province più nuove, naturalmente, saranno le prime ad essere colpite dal provvedimento: la neonata Bat, Barletta, Andria e Trani andrà ad unirsi a Foggia formando la “Capitanata”. Teramo, Pescara e Chieti formeranno, invece, l”Adriatica”. In Lombardia, dove le province sono ben dodici, la “Grande Brianza” andrà ad affiancarsi alle “salvate” Pavia, Bergamo e Brescia e la città metropolitana, Milano. Nel Lazio la riorganizzazione non piace alla presidente Polverini: Latina si accorperà a Frosinone e Viterbo mentre nascerà la “Tuscia e Sabinia” formata da Rieti e Civitavecchia. Eccezioni per Catanzaro e Campobasso che pur non rispondendo ai criteri imposti, saranno salve perchè capoluogo di provincia. Mentre la Sardegna rivendica lo statuto speciale e anche se solo Cagliari rientra nei limiti fissati, ricorda che la regione deve avere almeno tre province che probabilmente includeranno, oltre al capoluogo, anche Sassari e Nuoro.