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ALLARME SPREAD/ L'analista: ecco perché la speculazione trova le porte aperte

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Le cose di cui bisogna preoccuparsi relativamente alla crescita degli spread sono due: «Anzitutto il riflesso indiretto sull’economia (imprese e famiglie) e sulle banche che, non riuscendo più a rifinanziarsi sui mercati e avendo in pancia un sacco di titoli di stato, reagiscono restringendo il credito o concedendolo a costi molto superiori. Questo mette in crisi tutto il sistema. Il secondo problema è costituito dall’unica strategia che resta a Spagna e Italia per far fonte a queste circostanze: aumentare le entrate fiscali e tagliare voci della spesa pubblica; soluzioni che, in un’economia che si sta già avvitando su se stessa, potrebbero avere esiti drammatici».

L’ultima fonte di preoccupazione sono i disordini sociali che già in Spagna stanno montando: «Al momento in Italia non si è visto ancora niente solo perché il tasso di disoccupazione è di molto inferiore a quello spagnolo, non sono state eliminate le tredicesime e nemmeno tagliati gli stipendi del pubblico impiego. Ma se mai dovesse arrivare a soluzioni di questo tipo non so cosa vedremmo. Al momento la Sicilia non ha ancora licenziato nessuno. Lo Stato nemmeno. Ma in caso simili misure venissero adottate non escluderei che non possa succedere qualcosa del genere anche da noi».



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