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Economia e Finanza

ALLARME SPREAD/ Tra Bce ed Euro 2, quale piano convincerà i mercati?

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Per il resto, nel dibattito politico e tra gli economisti regna sovrana la confusione. Ne è un esempio l'intervento di Renato Brunetta in un articolo di ieri, comparso sul Giornale. La sua ipotesi è stata chiamata sbrigativamente come la soluzione "Euro2", cioè l'istituzione di una moneta per i paesi più deboli. Ma di fatto si tratta di una soluzione che dovrebbe essere chiamata "più Europa", cioè la stessa soluzione che ha creato tutti gli attuali problemi dagli anni '90 fino a oggi. “Più Europa” si invoca proprio quando le istituzioni europee si sono mostrate inadeguate a capire, prevedere e fronteggiare la crisi economica.

Ma gli stati sono davvero in grado di fronteggiare la crisi? Come possono, dal momento che hanno radicalmente rinunciato a uno degli strumenti cardini, cioè la sovranità monetaria? Allora, per fronteggiare la crisi, non ci vogliono solo "più stati nazionali", ma anche una ripristinata sovranità monetaria nazionale, che venga utilizzata per difendere lo stato sociale e l'economia nazionale.

Infatti, l'attuale situazione è totalmente ostile a ogni dimensione sussidiaria. Per la sussidiarietà sono necessari due poteri che possono intervenire sullo stesso tessuto sociale: solo in tale caso si pone il problema di chi debba intervenire e in quale modalità. Solo con la presenza di due o più attori, ci si pone il problema di chi debba intervenire, un problema che il principio di sussidiarietà risolve in maniera così brillante.

Se invece l'attore è uno solo (come l'Euro e la Bce), al primo squilibrio quest'unico attore favorirà una parte piuttosto che l'altra (i bilanci delle banche invece che lo sviluppo pubblico e privato), facilmente aumentando gli squilibri che originariamente si dicevano di voler sanare. Al contrario, quando si utilizza un solo strumento per intervenire in una situazione tanto complessa, il comportamento del sistema diventa sempre più “frattale”, cioè un tipo di distribuzione degli eventi che favorisce gli squilibri e gli eccessi. Qualcosa che fa molto piacere alla finanza speculativa.

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